invocazione di apertura
Laborioso e livido, il povero cristo viaggia a velocità iper-luce lungo i percorsi tortuosi della salvezza, incurante degli spigoli acuti che - infatti - gli arrivano in faccia. Avalokitesvara ci protegga dall'eccesso razionale e dalla regressione urlante.
prima condizione
Se ti fermi a pensarci, lo spazio nel quale si muovono i miei oggetti di studio è uno spazio di interazione, indissociabile dalla temporalità narrativa. Ciò significa che si tratta di spazi intrinsecamente direzionali. Spazi eventuali, vale a dire segnati dagli eventi, e che non possono pre-esistere ne resistere in una qualche forma di ciclicità predittiva.
A meno che qualcuno non si fermi. A pensarci.
seconda condizione
Esistono miriadi di modalità di calcolo del rischio. Di fronte all'ignoto, tuttavia - quella speciale forma di ignoto che si presenta come necessità, e dalla quale la sincerità dell'impulso creativo-espressivo-fàtico non può prescindere - il calcolo del rischio porta di necessità ad una empasse. Ciò che si conosce e ciò che si muove oltre non possono che ricevere due letture discordanti. Colui che si muove dall'una all'altra lo fa senza ritorno. Vale a dire: non può contare su una ciclicità totalizzante. Può costruirne una fittizia fermandosi a pensare, vale a dire esercitando la forma di pseudo-pensiero che in fondo conta di poter sopperire all'ulteriorità con i propri mezzi. Cattiva metafora, sive metafisica, (sive jogging, se capisci cosa intendo. Sennò non fa niente.)
prima elaborazione-evento
Cado, come cade un sasso. Consapevole che sono e sarò, e le mie dipendenze dispiegano intorno a me come l'aprirsi di un orizzonte. La realtà è pelosa, sviluppa coerenze ed irregolarità imprevedibili. E poi si muore.
terza condizione
Il pensiero si muove inosservato. Immaginarlo come serie unica di operazioni conseguenti è pura mistificazione. Nè è efficace la riduzione a passività: io sono pensato. Lascia fuori il problema della totalità, che per essere riproponibile credibilmente oltre il limite esistenziale degli individui deve possedere uno statuto.
seconda elaborazione-evento
Nel concreto, la storia del sergente maggiore Legba sembrava finita. L'insegna scivolata da qualche parte, in un anfratto di un aereoporto irlandese. O presto raccolta e distrutta. Le voci disperse. Gli ideali ammorbiditi.
Prima allusione
Ma no, no. Si impara che non c'è un unica via di marcire. Che la strada che sembrava dritta è tortuosa. E' destino di chi cammina lungo il margine della ruota imparare costantemente le stesse cose. E dunque squarciare l'illusione dell'apprendimento-incisione.
prima estasi-evento
Il mio cuore è pieno di amore. Esseri umani di ogni dove, vi ringrazio, vi rendo grazie. Siete cose meravigliose, crudelissime macchine di desiderio e timore. Tocco il pavimento con la fronte, e rinuncio ad ogni sete di potere.
prima costante
l'estetica precede l'etica, come il significante precede il significato, come le mosche sulla merda. L'unica realtà è il sintagma.
invocazione finale
Salute ai sassi, alle pietre, ad ogni essere vuoto e sveglio. Che Avalokitesvara ci protegga dalla realtà e dal sogno
3.9.14
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