postmoderno suona vecchio. cosa dobbiamo aspettarci da roba che va in frantumi così velocemente?
eternità di tetrapak, virtualmente indistruttibili, culturalmente effimere.
io vivo sotto l'ombra di mastodontiche pietre messe su a secco, solo sangue e sudore, da gente che bestemmiava in una lingua totalmente assurda .dovresti farti crescere ernie rampicanti sul tronco cerebrale, per interpretarne la bellezza.
forse è per questo che non capisco il post-cyber-punk, e che mi sveglio la mattina con in bocca sapore di cenere.
apprezzo i momenti perfetti, la vitrea indifferenza del mattino. apprezzo musica attraverso le fessure, le crepe nella buona educazione.
il mio posto nel mondo è una roba dove ti svegli, e poi vivi un po', e poi torni a dormire. a volte ti gira un po' la testa, a volte barcolli. ma poco.
il mio posto nel mondo è una roba dove non ti devi preoccupare. gli amici ci sono, e la gente riempie gli angoli dove potresti sentirti solo. il resto è vuoto, sveglio.
ma voi avete capito quanto cazzo sono disperato?
28.11.07
25.11.07
Al buio me ne innamorai.
(il governo ha ucciso Legba il bello)
al buio perdutamente me ne innamorai, e sempre e sempre le sarò fedele. ombre nella foschia, persi a noi stessi, vaghiamo in labirinti di polvere e maschere, fra l'odore aspro del cloroformio e la dolcezza dell'assenzio.
al buio, perdutamente. testa fra le mani, perdere la partita. lasciarsi scivolare sulla pelle come gocce di pioggia pensieri che bruciano e feriscono i comuni mortali. il sangue fra i denti rende prezioso il sorriso.
al buio perdutamente me ne innamorai. ero brillo e incoscente, è vero. ma avevo Azazel a reggermi la fronte, povero, povero diavolo, balia degli assassini, dei paria, dei grandi.
Non ho nulla da perdere. le debolezze come bandiera, l'orgoglio morto in un fosso. puntami addosso una cinepresa, fratello, perchè ti sopravviva lo stupore per la prossima mossa.
ogni persona dovrebbe avere amici. lascerò che i miei amici commentino questa roba.
al buio perdutamente me ne innamorai, e sempre e sempre le sarò fedele. ombre nella foschia, persi a noi stessi, vaghiamo in labirinti di polvere e maschere, fra l'odore aspro del cloroformio e la dolcezza dell'assenzio.
al buio, perdutamente. testa fra le mani, perdere la partita. lasciarsi scivolare sulla pelle come gocce di pioggia pensieri che bruciano e feriscono i comuni mortali. il sangue fra i denti rende prezioso il sorriso.
al buio perdutamente me ne innamorai. ero brillo e incoscente, è vero. ma avevo Azazel a reggermi la fronte, povero, povero diavolo, balia degli assassini, dei paria, dei grandi.
Non ho nulla da perdere. le debolezze come bandiera, l'orgoglio morto in un fosso. puntami addosso una cinepresa, fratello, perchè ti sopravviva lo stupore per la prossima mossa.
ogni persona dovrebbe avere amici. lascerò che i miei amici commentino questa roba.
21.11.07
si stava che era uno spasso...
Oggi avevo voglia di scrivere un bel pezzo incazzato duro, con tutta la nera disperazione dei miei risvegli, quando non riesco a respirare, e ansimo a stento fra colpetti rauchi di tosse spasmodica.
Oggi avevo voglia di colpire un bel viso fino a deturparne l'armonia. occhi strabuzzati fuori dalle orbite, faccia viola, stringere forte le dita intorno ad una gola fino alla benedetta gorgogliante morte stile fight club.
Oggi avevo voglia di battermela, lasciare i miei cantucci e partire, rintanarmi da qualche parte, fuori da ogni dolorosamente insopportabile cosa che ho intorno.
poi, Virus mi ha ribaltato la mascella, e sono rimasto qualche secondo a guardare in aria senza capirci più niente. quando ho sputato nel lavandino, la saliva era rossa e puzzava di sangue.
Io sono un privilegiato. un cazzo di rampollo piccolo-borghese, uno scaracchio subculturale della provincia umbra. Cosa voglio pretendere?
Mi sono subito sentito meglio, però. Ho ricordato con nostalgia il povero Bhikku, ed il maggiore Grubert, e tutta la marmaglia dei miei simpatici alter ego.
In conclusione: L'irritazione è da perdenti. Le giornate storte da nevrotici. I saggi non provano ira, nè a caldo nè a freddo. E se ti colpiscono, è perchè li diverte vederti sanguinare.
Legba. Humble Doggy Style.
Oggi avevo voglia di colpire un bel viso fino a deturparne l'armonia. occhi strabuzzati fuori dalle orbite, faccia viola, stringere forte le dita intorno ad una gola fino alla benedetta gorgogliante morte stile fight club.
Oggi avevo voglia di battermela, lasciare i miei cantucci e partire, rintanarmi da qualche parte, fuori da ogni dolorosamente insopportabile cosa che ho intorno.
poi, Virus mi ha ribaltato la mascella, e sono rimasto qualche secondo a guardare in aria senza capirci più niente. quando ho sputato nel lavandino, la saliva era rossa e puzzava di sangue.
Io sono un privilegiato. un cazzo di rampollo piccolo-borghese, uno scaracchio subculturale della provincia umbra. Cosa voglio pretendere?
Mi sono subito sentito meglio, però. Ho ricordato con nostalgia il povero Bhikku, ed il maggiore Grubert, e tutta la marmaglia dei miei simpatici alter ego.
In conclusione: L'irritazione è da perdenti. Le giornate storte da nevrotici. I saggi non provano ira, nè a caldo nè a freddo. E se ti colpiscono, è perchè li diverte vederti sanguinare.
Legba. Humble Doggy Style.
19.11.07
inutile.
in pieno stile black fear:
mi faccio le compile di adrenalina, scelgo la luce scivolando fra le banali insidie dell'hinterland.
"ricordare che i dettagli sono tutto. sempre." il jack di fiori vince sul poker di regine, se conosce l'arte di bere alla russa.
vuoi tu salire sulla folle metropolitana della guerrilla? mettici una croce, scegli la strada che più ti aggrada, sollevato con passo saltellante vattene dalla casa che brucia.
se non capisci il modo in cui il mondo ti vibra dentro, non te ne preoccupare. ci sono altri modi per divertirsi, e per la presunzione intellettuale vuole spalle larghe, occhi limpidi.
Legba. misticismo brutale.
mi faccio le compile di adrenalina, scelgo la luce scivolando fra le banali insidie dell'hinterland.
"ricordare che i dettagli sono tutto. sempre." il jack di fiori vince sul poker di regine, se conosce l'arte di bere alla russa.
vuoi tu salire sulla folle metropolitana della guerrilla? mettici una croce, scegli la strada che più ti aggrada, sollevato con passo saltellante vattene dalla casa che brucia.
se non capisci il modo in cui il mondo ti vibra dentro, non te ne preoccupare. ci sono altri modi per divertirsi, e per la presunzione intellettuale vuole spalle larghe, occhi limpidi.
Legba. misticismo brutale.
16.11.07
elogio della reclusione a scopi flasho
Trovo rilassanti le galere.
A metà fra la disperazion degli ospedali psichiatrici e la nevrotica ipocrisia dei nonluoghi dove viviamo, oasi di intimità sociale obbligata, routine e clausura.
nessuna decisione da prendere, nessun posto dove andare.
Perchè opere grandiose e limpide come un mattino nella tundra sono state scritte fra quattro mura scrostate, con un secondino a quattro metri di distanza?
Il pensiero, nella sua purezza essenziale, distillato dalle notti sempre uguali, con la luna dietro le sbarre e il compagno di cella che russa.
E c'è troppo poco spazio, in due metri per quattro, perchè non si finisca per incontrare se stessi.
E, ultimo aspetto notevole, nessuno cerca di mettertelo in culo in senso metaforico. tutti, strettamente e con sincerità brutale, si attengono alla lettera delle proprie intenzioni.
A metà fra la disperazion degli ospedali psichiatrici e la nevrotica ipocrisia dei nonluoghi dove viviamo, oasi di intimità sociale obbligata, routine e clausura.
nessuna decisione da prendere, nessun posto dove andare.
Perchè opere grandiose e limpide come un mattino nella tundra sono state scritte fra quattro mura scrostate, con un secondino a quattro metri di distanza?
Il pensiero, nella sua purezza essenziale, distillato dalle notti sempre uguali, con la luna dietro le sbarre e il compagno di cella che russa.
E c'è troppo poco spazio, in due metri per quattro, perchè non si finisca per incontrare se stessi.
E, ultimo aspetto notevole, nessuno cerca di mettertelo in culo in senso metaforico. tutti, strettamente e con sincerità brutale, si attengono alla lettera delle proprie intenzioni.
13.11.07
upload
il punto fondamentale l'ha toccato il figlio del temporale, che ha grosse qualità a prescindere dai dolori premonitori:
voi, non ve lo meritate.
eccitazione.
disagio.
paura.
non vi meritate un goccio di adrenalina, non vi meritate nocche sbiancate, nè una parola di troppo.
quello che devo fare è svegliarmi, e sorridere. e poi stare in silenzio, camminare un po', ascoltare se occorre. senza parlare, senza incertezze. mattino, pomeriggio, sera. notte. poi di nuovo mattino.
ecco tutto, semplice e perfetto. basta fare il buffone, basta intellettualismi da parapendio ed ironia: tanto non li capite i giochetti.
basta cercare il contatto. basta rendersi ridicoli.
basta.
non mi servite, nè io servo voi.
Legba. girati e scappa.
voi, non ve lo meritate.
eccitazione.
disagio.
paura.
non vi meritate un goccio di adrenalina, non vi meritate nocche sbiancate, nè una parola di troppo.
quello che devo fare è svegliarmi, e sorridere. e poi stare in silenzio, camminare un po', ascoltare se occorre. senza parlare, senza incertezze. mattino, pomeriggio, sera. notte. poi di nuovo mattino.
ecco tutto, semplice e perfetto. basta fare il buffone, basta intellettualismi da parapendio ed ironia: tanto non li capite i giochetti.
basta cercare il contatto. basta rendersi ridicoli.
basta.
non mi servite, nè io servo voi.
Legba. girati e scappa.
9.11.07
giù, e poi giù, e più in fondo ancora
una volta credevo nella sequela ininterrotta di visioni, nel perpetuo stato di grazia, nella luce sulfurea della cosa-in-se, che cola come miele dalle pieghe della realtà, in momenti di inenarrabile bellezza, al crepuscolo.
come ogni uomo che abbia un credo, passavo il tempo a cogliere boccioli di pensiero, e stralci di saggezza, per abbellire il mio castello, e passeggiavo per i suoi ampi saloni, e pasteggiavo a nettare e ambrosia, in brocche di cristallo adamantino.
poi, uno stronzo con cappello alla guiscarda ed enormi rayban mi ha chiuso nella sua soffitta, ed ho passato duecentosedici giorni a tremare di paura della mia ombra, mente dolorosamente l'anima mia si dilatava di silenzi e solitudine, sognando il rumore di passi sull'acciottolato, sognando voci di vecchio fra le fessure dell'impiantito. duecentosedici giorni, cinquemilacentoottantaquattro ore passate a respirare una soluzione allucinogena di ossigeno e vapori di mescal.
quando la storia fu finita, ero talmente nauseato delle profondità del mio io da desiderare la morte come la più pura delle liberazioni.
inutile dire come ciò distrusse ogni mia illusione, e mi tolse la forza di farmene delle altre: tuttora cammino sospettoso, ed esito un attimo prima di svoltare gli angoli, nel timore che possa di nuovo allungarsi dietro/dentro ogni lampione un irresistibile baratro di follia, dal quale potrei non tornare.
Legba: sapiente combinatore di scleri e narrativa.
come ogni uomo che abbia un credo, passavo il tempo a cogliere boccioli di pensiero, e stralci di saggezza, per abbellire il mio castello, e passeggiavo per i suoi ampi saloni, e pasteggiavo a nettare e ambrosia, in brocche di cristallo adamantino.
poi, uno stronzo con cappello alla guiscarda ed enormi rayban mi ha chiuso nella sua soffitta, ed ho passato duecentosedici giorni a tremare di paura della mia ombra, mente dolorosamente l'anima mia si dilatava di silenzi e solitudine, sognando il rumore di passi sull'acciottolato, sognando voci di vecchio fra le fessure dell'impiantito. duecentosedici giorni, cinquemilacentoottantaquattro ore passate a respirare una soluzione allucinogena di ossigeno e vapori di mescal.
quando la storia fu finita, ero talmente nauseato delle profondità del mio io da desiderare la morte come la più pura delle liberazioni.
inutile dire come ciò distrusse ogni mia illusione, e mi tolse la forza di farmene delle altre: tuttora cammino sospettoso, ed esito un attimo prima di svoltare gli angoli, nel timore che possa di nuovo allungarsi dietro/dentro ogni lampione un irresistibile baratro di follia, dal quale potrei non tornare.
Legba: sapiente combinatore di scleri e narrativa.
8.11.07
One-Leg Vodoun
salve, salve, salve.
il net ha le sue piazze comuni, e i suoi vicoli ciechi.
vi piacerebbe, che vi parlassi di come la musica mi cambia la vita, e banalità simili? chi di voi tiene il conto delle morti provocate da Mtv?
il net ha i suoi bordelli e le sue periferie.
il net ha fuochi di paglia e nessuna memoria.
questo è per dire: io scrivo per ricostruirmi il mondo intorno, secondo l'idea obliqua di gravità che caratterizza gli elettroni spinozisti ed il relativismo "à la puech".
a me è sempre piaciuta la medicina vittoriana: voglio salassi ogni mezz'ora, per mantenere il colorito esangue e lo sguardo stanco, la salute mentale e le labbra viola.
invece, sono nato nell'epoca delle vitamine e degli anabolizzanti, delle campagne antifumo e della cocaina come alternativa alla vita vera.
così, per ristabilire un rapporto vero con il dolore, devo farmi estirpare muscoli e frantumare cartilagini in posti dove persino il pavimento pulsa frenetico, in sincrono coi miei polmoni in debito di ossigeno. "ma ci si tocca sul serio?"... si, ma è la domanda ad essere sbagliata, in fondo. ci sono persone che non hanno bisogno di romperti una gamba per farti crollare come un burattino senza fili: questo non significa che non te la rompano ugualmente, giusto così per tajasse e far passare il tempo.
io zoppico, mi toccherà versare al nagual le royalties, e medito sul fatto che nessun fottuto senso di ribellione adolescenziale potrà mai sostituire la sodomia pedagogica. mai. quindi, smettiamola con queste tutine arancioni e con le droghe psichedeliche, prego.
facciamo qualcosa da veri occidentali, che odori di sangue, polvere da sparo e dominio dell'uomo sull'uomo?
Legba, the choise of the professional.
il net ha le sue piazze comuni, e i suoi vicoli ciechi.
vi piacerebbe, che vi parlassi di come la musica mi cambia la vita, e banalità simili? chi di voi tiene il conto delle morti provocate da Mtv?
il net ha i suoi bordelli e le sue periferie.
il net ha fuochi di paglia e nessuna memoria.
questo è per dire: io scrivo per ricostruirmi il mondo intorno, secondo l'idea obliqua di gravità che caratterizza gli elettroni spinozisti ed il relativismo "à la puech".
a me è sempre piaciuta la medicina vittoriana: voglio salassi ogni mezz'ora, per mantenere il colorito esangue e lo sguardo stanco, la salute mentale e le labbra viola.
invece, sono nato nell'epoca delle vitamine e degli anabolizzanti, delle campagne antifumo e della cocaina come alternativa alla vita vera.
così, per ristabilire un rapporto vero con il dolore, devo farmi estirpare muscoli e frantumare cartilagini in posti dove persino il pavimento pulsa frenetico, in sincrono coi miei polmoni in debito di ossigeno. "ma ci si tocca sul serio?"... si, ma è la domanda ad essere sbagliata, in fondo. ci sono persone che non hanno bisogno di romperti una gamba per farti crollare come un burattino senza fili: questo non significa che non te la rompano ugualmente, giusto così per tajasse e far passare il tempo.
io zoppico, mi toccherà versare al nagual le royalties, e medito sul fatto che nessun fottuto senso di ribellione adolescenziale potrà mai sostituire la sodomia pedagogica. mai. quindi, smettiamola con queste tutine arancioni e con le droghe psichedeliche, prego.
facciamo qualcosa da veri occidentali, che odori di sangue, polvere da sparo e dominio dell'uomo sull'uomo?
Legba, the choise of the professional.
4.11.07
Do U Remember Lonny Zone?
un inquadratura dice più di mille parole, il rispetto è questione di nervi saldi però.
questo sono io nell'angolo, e quella è la mia bottiglia.
"cosa fai? ancora?"
fatti i cazzi tuoi.
mi irrito quando le obiezioni che mi fanno sono sensate, moralmente valide e socialmente costruttive. lo trovo un sudicio anacronismo, nel mondo del fà come ti pare.
non avete visto un tizio con i capelli verdi passare di quì?
personalmente, sono stufo di popstar giapponesi dai tatuaggi rosa shoking che mi vengano a fare la predica sull'anima del mondo rotolando sul sofà, che poi si smolla e tocca a me togliere le briciole di lacca dal rivestimento.
mi fa anche la predica, lo stronzo:
"criminale è il vino ad 1.70 euro, generazioni troppo ubriache per fare la rivoluzione. eccovela, la lotta ai narcotici: praticamente, protezionismo dei grossi produttori/trafficanti, e quel tanto di pene amministrative che rendono sconveniente l'affare ai piccoli risparmiatori."
io una volta ero fiero di chiamarmi legba, balzellavo felice e molleggiato sulle vie dell'illuminazione.
poi, un pulman di turisti norreni albini battente bandiera vaticana mi ha superato strombazzando.
e quello fu, in effetti, l'inizio della fine.
in verità vi dico:
il vostro coraggio è solo mancanza di immaginazione.
questo sono io nell'angolo, e quella è la mia bottiglia.
"cosa fai? ancora?"
fatti i cazzi tuoi.
mi irrito quando le obiezioni che mi fanno sono sensate, moralmente valide e socialmente costruttive. lo trovo un sudicio anacronismo, nel mondo del fà come ti pare.
non avete visto un tizio con i capelli verdi passare di quì?
personalmente, sono stufo di popstar giapponesi dai tatuaggi rosa shoking che mi vengano a fare la predica sull'anima del mondo rotolando sul sofà, che poi si smolla e tocca a me togliere le briciole di lacca dal rivestimento.
mi fa anche la predica, lo stronzo:
"criminale è il vino ad 1.70 euro, generazioni troppo ubriache per fare la rivoluzione. eccovela, la lotta ai narcotici: praticamente, protezionismo dei grossi produttori/trafficanti, e quel tanto di pene amministrative che rendono sconveniente l'affare ai piccoli risparmiatori."
io una volta ero fiero di chiamarmi legba, balzellavo felice e molleggiato sulle vie dell'illuminazione.
poi, un pulman di turisti norreni albini battente bandiera vaticana mi ha superato strombazzando.
e quello fu, in effetti, l'inizio della fine.
in verità vi dico:
il vostro coraggio è solo mancanza di immaginazione.
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