Singolare fascinazione da lunedì pomeriggio.
Comprendere appieno il significato della parola "contaminazione". "disseminare". "riverbero".
E' un po' che l'espressione "natura umana" mi fa schifo. Ma proprio schifo.
Cos'è, vuoi venire a dirmi che il tuo sorriso mentadent ha la stessa forma dei miei ascessi?
Che in fondo siamo tutti fratelli?
Conoscevo un tipetto divertente, dalla pelle scura, con un enorme spazio fra gli incisivi e gli occhi nocciola. Sorrideva e si faceva un mezzo giro della roda, lasciandoti lì, tutto teso a pugni stretti, padrone di un angolo.
Poi però tornava, sempre. E alla fine uscivi intortato a furia di seguire un ballo epilettico, o piegato in due di malandragem.
Mi sono chiesto a lungo come ci riuscisse. E una volta glielo ho chiesto.
Ridacchiando da carioca, il segaligno non sapeva spiegarsi.
Ma adesso ho capito, credo, cosa volesse dire.
Solo quando hai in mente l'ultima scena puoi iniziare a girare su te stesso.
Altrimenti ti vengono le vertigini.
E poi cadi.
E' natura umana.
30.6.09
27.6.09
12/2010 014 07
Salve! Salve! Salve!
Limiti nella riproduzione tecnica: annullamento dell'osceno.
Decido di parlare sintetico, affilato, tagliente, o non parlare affatto.
Legge morale un cazzo. Cos'è questa storia? Obsolescenze (bene e male) nel giudizio. Come dire: Sappiamo già a cosa ti riferisci, abbiamo tutti la TV via cavo.
Quando inizi, devi pensarci su adeguatamente ma non troppo.
Ripugnanza per chi fa seriamente il proprio lavoro, con dedizione.
Io ho un cervello ad aria compre(s)sa. Mi si dilatano le pupille e senti il fischio dei vapori di irrealtà che mi osmotizzano i sogni con l'atmosfera. Eh, beh.
Dio ha una camicia a fiori ed un cappellino da baseball. In questo momento prova un pruriginoso senso di vertigine, ma non si rende ancora bene conto del perchè.
Decido di parlare sintetico, contratto.
Che ci siano parole tipo scaracchi di significante, inutili ad una prima lettura, persino fastidiose. Che solo con il tempo coagulino verità, marinando per anni nella Nevrosi Normale di chi abbia a leggere.
E sarà ridicolo e grandioso quando qualcuno, infine, svegliandosi all'alba atomica, si scompiglierà il mesencefalo con una manata in fronte stile cartoon.
"ohccazzo... è vero"
Già, già.
Oppure potrei morirmene quì senza fare assolutamente nulla.
Così, tanto per cambiare.
Intanto scatole di cartone, paccottiglia indispensabile, otto litri di vino speziato a forma di campanile, sognare un sopracciglio bleu.
Peace.
Leg(h)ba
Limiti nella riproduzione tecnica: annullamento dell'osceno.
Decido di parlare sintetico, affilato, tagliente, o non parlare affatto.
Legge morale un cazzo. Cos'è questa storia? Obsolescenze (bene e male) nel giudizio. Come dire: Sappiamo già a cosa ti riferisci, abbiamo tutti la TV via cavo.
Quando inizi, devi pensarci su adeguatamente ma non troppo.
Ripugnanza per chi fa seriamente il proprio lavoro, con dedizione.
Io ho un cervello ad aria compre(s)sa. Mi si dilatano le pupille e senti il fischio dei vapori di irrealtà che mi osmotizzano i sogni con l'atmosfera. Eh, beh.
Dio ha una camicia a fiori ed un cappellino da baseball. In questo momento prova un pruriginoso senso di vertigine, ma non si rende ancora bene conto del perchè.
Decido di parlare sintetico, contratto.
Che ci siano parole tipo scaracchi di significante, inutili ad una prima lettura, persino fastidiose. Che solo con il tempo coagulino verità, marinando per anni nella Nevrosi Normale di chi abbia a leggere.
E sarà ridicolo e grandioso quando qualcuno, infine, svegliandosi all'alba atomica, si scompiglierà il mesencefalo con una manata in fronte stile cartoon.
"ohccazzo... è vero"
Già, già.
Oppure potrei morirmene quì senza fare assolutamente nulla.
Così, tanto per cambiare.
Intanto scatole di cartone, paccottiglia indispensabile, otto litri di vino speziato a forma di campanile, sognare un sopracciglio bleu.
Peace.
Leg(h)ba
21.6.09
Fluoresca
Quando si procede sorretti da una spina dorsale salda, si possono rilassare i muscoli.
Forti di catafratto portamento, ben tetragono e sprezzante ai rovesci di fortuna (e magari col viso coperto di sciccosa frangia sventolevole) ,possiamo anche permetterci il ghigno spavaldo e un po' querulo.
Ciò per dire che ce n'è in giro di gente che non si rende davvero conto di quanto la rigidità vittoriana delle loro schiene sia d'impiccio alla consapevolezza globale.
A volte, stringi la mano ad un tizio incontrato in un bar, e senti l'onda di electric boogie scompigliargli le sinapsi clappettando giù nella nuca.
Ciò per dire che adesso dormo, e domani prometto vi scrivo una lettera d'amore a tutti, se mi lasciate l'indirizzo nei commenti.
Forti di catafratto portamento, ben tetragono e sprezzante ai rovesci di fortuna (e magari col viso coperto di sciccosa frangia sventolevole) ,possiamo anche permetterci il ghigno spavaldo e un po' querulo.
Ciò per dire che ce n'è in giro di gente che non si rende davvero conto di quanto la rigidità vittoriana delle loro schiene sia d'impiccio alla consapevolezza globale.
A volte, stringi la mano ad un tizio incontrato in un bar, e senti l'onda di electric boogie scompigliargli le sinapsi clappettando giù nella nuca.
Ciò per dire che adesso dormo, e domani prometto vi scrivo una lettera d'amore a tutti, se mi lasciate l'indirizzo nei commenti.
15.6.09
Running Dummy
Sensazioni. #21
Annusa, lasciati e riprenditi.
Masticati il fegato.
Sputa via l'anima, e poi lavati i denti.
Non mi piace.
No, non mi piace.
Credo che qualcuno mi abbia dato il pacco, ma non saprei dire quando, nè come.
Probabilmente mentre credevo di farlo io, il pacco.
Probabile.
Ci sono tre tipi di felicità.
Quando godi.
Quando trionfi.
Quando comprendi.
E fin quì è puro Aristotile.
Ce ne sono almeno un altra dozzina.
Maligni desideri sottili.
Inutile stare quì a parlarne.
Questo tappeto dava un tono all'ambiente.
E' che io il vuoto non lo sopporto.
Però lo capisco.
Cerca bene.
Io sono quello seduto su una radice.
Con le formiche addosso.
Loro conoscono la mia pelle meglio di te.
Fermami.
...
Spostami, allora.
L. "Bisbiglio"
Annusa, lasciati e riprenditi.
Masticati il fegato.
Sputa via l'anima, e poi lavati i denti.
Non mi piace.
No, non mi piace.
Credo che qualcuno mi abbia dato il pacco, ma non saprei dire quando, nè come.
Probabilmente mentre credevo di farlo io, il pacco.
Probabile.
Ci sono tre tipi di felicità.
Quando godi.
Quando trionfi.
Quando comprendi.
E fin quì è puro Aristotile.
Ce ne sono almeno un altra dozzina.
Maligni desideri sottili.
Inutile stare quì a parlarne.
Questo tappeto dava un tono all'ambiente.
E' che io il vuoto non lo sopporto.
Però lo capisco.
Cerca bene.
Io sono quello seduto su una radice.
Con le formiche addosso.
Loro conoscono la mia pelle meglio di te.
Fermami.
...
Spostami, allora.
L. "Bisbiglio"
9.6.09
Manuel Le blonde
Esclamatorio, trionfale.
C'è un uomo su un palco dipinto di bianco.
Il palco, non l'uomo.
C'e un uomo su un che urla molto, stringe e afferra l'aria in sbracciamenti entusiastici.
L'uomo, ma il palco anche, un po'.
Il biondo passa fischiettando, con la barba lunga a coprire le vergogne, fischiettando un ragtime.
Io, incavicchiato alla cubana su un gradino, cappello sugli occhi e pensieri lenti, da invertebrato, osservo tutto come pupilla immobile dell'eternità.
E mi gratto, da posizione preferenzziale.
Sommesso e subdolo.
James bond alle casse spia, profumo di sudamerica, sguardo da deserto dei gobi. Nella piazza, cicale isteriche mimetizzate fra le pietre rosse.
Qualche geek con gli occhialoni urla andando a fuoco, ma noi, io e te, sappiamo che il cyberpunk è diventato un adesso ed è morto. Quindi fingiamo che non esista.
Così, smette di urlare, e si chiude in un angolino e conta le potenze del due mentre va in cenere.
Intanto, l'uomo sul palco continua, strizza immaginarie roccaforti, condanna col dito una vespa, tuona e rimbrodda, suade e interroga, implacabile.
Ma noi, io e te, sappiamo che mente.
Così il biondo tira fuori un sasso lucido, digrigna i denti e solleva le sopracciglia, sparandolo in avanti. Spalla gomito e polso a molla, in tutta fluidità fanno un uomo a forma di fionda.
Così le cicale tacciono, e l'uomo sul palco pure.
Così il giorno finisce.
E finalmente, ubriaco di sole, torno a casa.
ma noi, io e te, ce lo stiamo ancora chiedendo dove sia.
C'è un uomo su un palco dipinto di bianco.
Il palco, non l'uomo.
C'e un uomo su un che urla molto, stringe e afferra l'aria in sbracciamenti entusiastici.
L'uomo, ma il palco anche, un po'.
Il biondo passa fischiettando, con la barba lunga a coprire le vergogne, fischiettando un ragtime.
Io, incavicchiato alla cubana su un gradino, cappello sugli occhi e pensieri lenti, da invertebrato, osservo tutto come pupilla immobile dell'eternità.
E mi gratto, da posizione preferenzziale.
Sommesso e subdolo.
James bond alle casse spia, profumo di sudamerica, sguardo da deserto dei gobi. Nella piazza, cicale isteriche mimetizzate fra le pietre rosse.
Qualche geek con gli occhialoni urla andando a fuoco, ma noi, io e te, sappiamo che il cyberpunk è diventato un adesso ed è morto. Quindi fingiamo che non esista.
Così, smette di urlare, e si chiude in un angolino e conta le potenze del due mentre va in cenere.
Intanto, l'uomo sul palco continua, strizza immaginarie roccaforti, condanna col dito una vespa, tuona e rimbrodda, suade e interroga, implacabile.
Ma noi, io e te, sappiamo che mente.
Così il biondo tira fuori un sasso lucido, digrigna i denti e solleva le sopracciglia, sparandolo in avanti. Spalla gomito e polso a molla, in tutta fluidità fanno un uomo a forma di fionda.
Così le cicale tacciono, e l'uomo sul palco pure.
Così il giorno finisce.
E finalmente, ubriaco di sole, torno a casa.
ma noi, io e te, ce lo stiamo ancora chiedendo dove sia.
3.6.09
Canto
E ti sarà davanti, strada per nessun luogo.
Dolce come latte e sangue,
puoi vederla, sentirne l'odore.
Triste come il cielo d'aprile, ingombro, denso di sogni aurorali.
Santo, come il nulla più puro, affinato negli alambicchi dei diavoli.
Ha il colore dell'opale, il suono dell'ambra scagliata attraverso i secoli.
Molle e sottile, dolente e misteriosa, tremenda e putrida come carne abbandonata.
Voci e sogni udrai al medesimo istante, di là dal mare.
Profumi lenti e maestosi come sinfonie, risuonare nel buio.
Struggente, turpe, meschina, splendida inerte follia dell'uomo
Che solo l'oblio cura, solo la febbre e il dolore.
Che tu ne sia preso, allora, che tu ne prenda, che tu ne soffochi e soffocandola in te ne sia ucciso.
Sepolto in lei già da tempo
per lei una volta ancora.
Legba, diavolo blu
Dolce come latte e sangue,
puoi vederla, sentirne l'odore.
Triste come il cielo d'aprile, ingombro, denso di sogni aurorali.
Santo, come il nulla più puro, affinato negli alambicchi dei diavoli.
Ha il colore dell'opale, il suono dell'ambra scagliata attraverso i secoli.
Molle e sottile, dolente e misteriosa, tremenda e putrida come carne abbandonata.
Voci e sogni udrai al medesimo istante, di là dal mare.
Profumi lenti e maestosi come sinfonie, risuonare nel buio.
Struggente, turpe, meschina, splendida inerte follia dell'uomo
Che solo l'oblio cura, solo la febbre e il dolore.
Che tu ne sia preso, allora, che tu ne prenda, che tu ne soffochi e soffocandola in te ne sia ucciso.
Sepolto in lei già da tempo
per lei una volta ancora.
Legba, diavolo blu
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