salve, gente dell'apocalisse viola-terrore!
vi conosco, uno per uno, come se aveste passato ogni istante della vostra vita a sussurrarmi segreti in un orecchio.
so che non vi farete ingannare, ragazzi, SO che non vi farete ingannare.
Legba, nonostante i flash che lo assalgono splendidi e vorticosi nel sole del limpido mattino, regge botta come meglio non si potrebbe.
i capelli ricrescono, misurando il tempo che passa.
il violino torna a sputare note, di tanto in tanto.
insomma: la vita va avanti, e l'inerzia non è più una tortura.
vestito di nero sorveglio i confini dell'estetica.
cos'altro può fare, in fondo, un soldato?
Legba, che è mellifluo, ma Mai sssottile.
27.11.06
le roi, le fou, la masquerade
il Maggiore grubert. una leggenda, nel suo campo. fine tattico e sottile teologo, versato nella scienza esoterica e nell'arte di parlare con l'Oltre. uno degli ultimi Esteti rimasti, sulla faccia tumefatta del mondo. l'unico e terribile comandante della Colonna73
scampò all'eccidio degli ultimi giorni, e forse fu genio, e forse codardia. visse nascosto, fuggendo, per anni, e poi tornò, quando tutto fu finito.
tormentato, potente, folle. solo alcuni degli attributi che gli spettano.
i suoi uomini lo temono, e anzi lo adorano, come un dio. nell'alba, guida razzie, la figura scarna che ringhia ordini dal tetto corazzato del gigantesco Ciguri, o mentre invoca con voce salmodiante Teush, a sgomberare la strada davanti ai suoi cingoli.
niente resiste al maggiore.
a vederlo, è un uomo alto, dal volto affilato, e dagli occhi azzurrissimi, con un casco coloniale calcato in testa, e le mostrine antiquate dell'esercito bakalite sulla spalla della giubba. nonostante la magrezza, riesce a spezzare il collo di un uomo, in corpo a corpo, o a marciare per cinquanta chilometri senza stancarsi.
morirà in un giorno di maggio nel corso di una marcia lungo la costa orientale, mentre il sole bagna le paratie del Ciguri e una brezza leggera porta l'odore del mare.
il maggiore finirà di ballare col diavolo: un infarto secco, e gli occhi sgranati portando al petto la mano contratta, mentre la vita va via.
il Maggiore grubert, Il Mago-Oro.
il soldato estetico.
23.11.06
vida na roda, roda na rua...
di mestiere, affilo le lame dell'estetica sulla pelle marcia del mondo.
un respiro dopo l'altro, costruisco barricate, organizzo la difesa psichica.
(d'altra parte, non c'è mai stato tempo abbastanza per perderne un po' in cazzate quali l'amore e la vita.)
il diavolo mi sorride, sopra, sotto, e intorno. lo vedo, peloso e unghiuto, aggrapparsi alle cose, ricoprendole del suo odore dolciastro. la putredine ribollente della realtà, il samsara, che spunta da ogni dove, ecco tutto quello che è necessario dire.
scopo tuttavia assurdamente lontano, ora che il significante è disperso, lacero, ridotto a brandelli. ora che tutto lo scrivibile è già stato scritto.
nonostante tutto, oggi sono contento.
o pede, è l'unica realtà fisicamente apprezzabile.
e un giro di vite è in arrivo.
in alto gli scudi, fratelli, in alto gli scudi.
doc.legba@hotmail.it, per il coordinamento dell'apocalisse.
un respiro dopo l'altro, costruisco barricate, organizzo la difesa psichica.
(d'altra parte, non c'è mai stato tempo abbastanza per perderne un po' in cazzate quali l'amore e la vita.)
il diavolo mi sorride, sopra, sotto, e intorno. lo vedo, peloso e unghiuto, aggrapparsi alle cose, ricoprendole del suo odore dolciastro. la putredine ribollente della realtà, il samsara, che spunta da ogni dove, ecco tutto quello che è necessario dire.
scopo tuttavia assurdamente lontano, ora che il significante è disperso, lacero, ridotto a brandelli. ora che tutto lo scrivibile è già stato scritto.
nonostante tutto, oggi sono contento.
o pede, è l'unica realtà fisicamente apprezzabile.
e un giro di vite è in arrivo.
in alto gli scudi, fratelli, in alto gli scudi.
doc.legba@hotmail.it, per il coordinamento dell'apocalisse.
20.11.06
sulle rive di mon...
di nuovo, da capo.
mi guardo nello specchio e ripenso tutto quello che c'è stato fino ad ora, quello che è affondato dentro, quello che ho fatto, detto pensato. scelte, parole.
ripenso alla smorfia di ogni volta che mi hanno detto "troppo" e al ghigno confuso e allucinato di quando la mente va a zonzo in mezzo ai fumi dell'alcool.
la gente va e viene, i giorni si mordono la coda, guardo nello specchio quello che resta di me, dopo diciassette anni.
dall'altra parte, un ombra mi sorride, con la testa piegata di lato.
è il tempo della boheme, è il tempo della sublime crudeltà. è il tempo in cui la morte non fa paura, e si può ridere in faccia al destino, risuonando di luce purpurea.
mi guardo nello specchio e ripenso tutto quello che c'è stato fino ad ora, quello che è affondato dentro, quello che ho fatto, detto pensato. scelte, parole.
ripenso alla smorfia di ogni volta che mi hanno detto "troppo" e al ghigno confuso e allucinato di quando la mente va a zonzo in mezzo ai fumi dell'alcool.
la gente va e viene, i giorni si mordono la coda, guardo nello specchio quello che resta di me, dopo diciassette anni.
dall'altra parte, un ombra mi sorride, con la testa piegata di lato.
è il tempo della boheme, è il tempo della sublime crudeltà. è il tempo in cui la morte non fa paura, e si può ridere in faccia al destino, risuonando di luce purpurea.
17.11.06
come raggiungere il nirvana in dieci naufragi
mi sento vivo e felice, quando il freddo attraversa la pelle, e come una lama fraterna mozza il respiro a metà.
L'orizzonte è esploso davanti ai miei occhi, in un mattino d'inverno, quando ogni cosa si è rivelata per quello che era, il calore dei corpi si è fuso in una colata di umano licore, sparso per i campi e le piazze.
che sia questa la fine della strada? che ogni cosa sia esattamente così, splendida, crudelmente nitida?
sull'isola, i ragazzi si stordiscono di vino rosso, e ballano, e fanno l'amore.
ognuno di loro è perfetto, ognuno di loro. è perfetto.
salve, sommelier della vita, benvenuto, bentornato.
salve, soldati della rivoluzione psicotropa, nei vostri occhi vedo più forte.
salve, poeti del nulla, per voi suonerà l'orchestra, il giorno alla fine dei giorni
e nulla più ci separa, dall'essere incondizionatamente, ed incondizionatamente amare.
L'orizzonte è esploso davanti ai miei occhi, in un mattino d'inverno, quando ogni cosa si è rivelata per quello che era, il calore dei corpi si è fuso in una colata di umano licore, sparso per i campi e le piazze.
che sia questa la fine della strada? che ogni cosa sia esattamente così, splendida, crudelmente nitida?
sull'isola, i ragazzi si stordiscono di vino rosso, e ballano, e fanno l'amore.
ognuno di loro è perfetto, ognuno di loro. è perfetto.
salve, sommelier della vita, benvenuto, bentornato.
salve, soldati della rivoluzione psicotropa, nei vostri occhi vedo più forte.
salve, poeti del nulla, per voi suonerà l'orchestra, il giorno alla fine dei giorni
e nulla più ci separa, dall'essere incondizionatamente, ed incondizionatamente amare.
14.11.06
end
davanti ai miei piedi, la strada continua, mentre il suo odore si spande nell'aria, come una smania di altrove.
ma ormai so che non andrò più avanti, che il tempo dei viaggi e finito.
arrivederci.
addio.
ma ormai so che non andrò più avanti, che il tempo dei viaggi e finito.
arrivederci.
addio.
2.11.06
The rockerrollish one
Animato da una sete invincibile di assoluto, correvo per ore ed ore, nella città deserta e rovente, con il pulsare violento del sangue, ed il suo sapore metallico in bocca.
Non andavo in realtà da nessuna parte, ma la chimica mi riempiva di illuminate endorfine, calmando la mia smania claustrofobia di cambiamento.
Quando ero stanco abbastanza da sentire i muscoli urlare, sorridevo, ed acceleravo il ritmo della corsa.
Poi, il corpo, più saggio e pragmatico della coscienza, mi abbandonava, ed il più delle volte, cadendo a terra, svenivo. Sonno senza sogni, e nessun fantasma. Pace.
Non andavo in realtà da nessuna parte, ma la chimica mi riempiva di illuminate endorfine, calmando la mia smania claustrofobia di cambiamento.
Quando ero stanco abbastanza da sentire i muscoli urlare, sorridevo, ed acceleravo il ritmo della corsa.
Poi, il corpo, più saggio e pragmatico della coscienza, mi abbandonava, ed il più delle volte, cadendo a terra, svenivo. Sonno senza sogni, e nessun fantasma. Pace.
Iscriviti a:
Post (Atom)