La giovane teppista pensava di essere una rivoluzionaria, ma la sua immagine sulla copertina del giornale produsse comunque più di una erezione. L'uomo saggio sperava di sollevare l'umanità dal dolore, non fosse che di qualche millimetro, ma le sue parole raccolte e compendiate in un volume rilegato valsero comunque un premio letterario al giornalista di grido.
"Non è una cosa nuova, né una cosa vecchia. Quanto ci resta sul pianeta, prima che il venticello radioattivo venga a sollevare l'inferno? Sei mai stato in una gabbia? Quante ne hai costruite?"
Qualche volta mi viene voglia di impartire lezioni. Di conquistare la cattedra col coltello fra i denti, e vomitare verità incontrovertibili. Ma poi mi immagino invecchiare, avvinghiato alla cattedra, e una coppia di amanti in ultima fila che si accarezzano di nascosto invece di ascoltarmi, e allora realizzo che chi crede alle sue proprie parole non è che un alienato del cazzo, e in nessun caso andrebbe ascoltato.
Non ce l'ho un discorso coerente, e nemmeno una critica acida a sufficienza da sciogliere definitivamente la regola del senso. Mi aggiro con le tasche vuote e sorrido spesso, ma tu non credermi mai quando ti dico che le cose si aggiusteranno. Intendo dire che le cose si aggiusteranno liberandosi di noi in un modo o nell'altro. Come va? Tutto bene. Ma né io né te siamo tutto, e alla fine saremo distrutti, e ciò sarà davvero bene forse.
Sembra che da tempo la disperazione non sia più un'opzione dignitosa. Ma vedi come il mio linguaggio mi scappa da sotto la lingua e tradisce: da tempo anche la dignità è un'opzione ridicola. Ti ostini a ragionare in termini di "divertimento", "creatività", "passione", "determinazione"? Fai pure, fai pure. La mia frustrazione è un problema mio, ma solo se provo a fare qualcosa.
Lo so che sembra un discorso nichilista, lo so. Ma non è un discorso, purtroppo, perché non va da nessuna parte. Il nulla è stagnante, e non c'è niente di più sciocco di un essere umano che postula trionfalmente l'era finale dell'umanità.
"E la politica? La politica è una bomba nella metropolitana o una mazzetta all'assessore, ed esattamente nulla nel mezzo.
E il desiderio? Il desiderio è ciò che manca, e ciò che manca è il potere. Hai voglia a stuprare donne, uomini e lontre. Nulla sei, nulla resti.
E la gioia? La gioia, stante ciò che sta, è una questione di quanto ti droghi.
E la verità? Orribile.
E la bellezza? Finta."
E allora?
Allora domani ti svegli e vai al lavoro, o a studiare, o a pulire la bava di tuo padre in coma, o accarezzi il corpo che hai fottuto la sera prima, o ti inginocchi e ti sforzi di immaginare la barba di dio, o apri facebook e leggi un'invettiva a caso che esorcizza col sarcasmo una qualunque scelta etica. Magari ti innamori, e magari te ne vergogni pure.
E poi arriva il pomeriggio, e poi la sera.
E poi ti addormenti, forse su un treno che va a Zurigo e forse in un appartamento condiviso con tre fuorisede a Pavia e forse fra due cartoni davanti alla stazione di Firenze, e forse non dormi affatto, e apri una bottiglia dopo l'altra di champagne costoso fra culi lucidi e sguardi opachi, e ridi forte spiegando il tuo dolore segreto con una metafora calcistica.
E sei un essere umano, e gli occhi con i quali leggi queste parole un giorno si seccheranno e le dita che muovi sullo schermo o sulla tastiera smetteranno di muoversi e allora forse farai i conti, ma saranno sbagliati.
(Ad ogni modo, non preoccuparti. Con ogni probabilità, tutto questo sbattersi farà una qualche differenza minima, nell'ordine generale delle cose. Ma minima, appena appena percettibile, solo se sai cosa stai cercando. E nessuno cercherà.)
24.9.17
28.8.17
Know the Ledge
Ti amo ma sono in ritardo
Non ho saputo prima quello che so adesso
E adesso che so non ricordo più cosa provavo.
Il soggetto è un'illusione fragile. Per preservarla, ogni brandello refrattario all'integrazione informativa va represso, conservato in un bunker a tenuta stagna da qualche parte.
La necessità del soggetto non ha a che fare con la cognizione individuale, ma con l'integrazione sociale. Nella società esistono gli individui, nel cranio il caos. Il filtro che trasforma il caos in individuo, il fattore molti-a-uno, è il micco interiore, che freud chiama super-io, che l'uomo da millenni chiama la "persona", o "maschera".
L'idea che molte e diverse sintesi del molteplice innumerabile caotico che è la sostanza di ogni cosa - fuoco di eterna fiamma, miliardi di interazioni neuronali, flussi scatenati sul corpo senza organi - siano possibili, è ovunque. La ripetizione incessante fa parte dell'apparato che ne previene la realizzazione.
Ti fermi a contemplarla con un senso di liberazione: lo stesso senso di liberazione che provi quando un personaggio animato sullo schermo rivela la sua natura costruita sciogliendosi in un diorama psichedelico. Pensi di godere dei colori, di ciò che è, e invece l'unico godimento è l'assenza delle catene che non riconosci più come tali. Ecco come può il godimento apparire puro, slegato dall'essere e dal non essere, dato primario.
Che ogni senso di emancipazione - ogni gioia - non sia interrogabile, appaia e scompaia come fatto bruto, è un assioma del sistema del godimento intercambiabile, del Consumo Assoluto. L'idea è che Tu Stesso Sei al di quà e al di là del godimento, e vuoi solo discioglierti in esso. Eppure, per raggiungere lo stato in cui Tu Sei Reale (realizzato) devi appunto domare la realtà che sfugge in ogni istante al soggettivo e se la batte da ogni buco.
Ciò che sogni va realizzato: l'ideologia si smaschera da se, dal momento che la sua unica funzione è prevenire la soglia del proprio rovesciamento. L'affermazione del Sogno (americano, occidentale, indocinese, poco importa) ha un contenuto assai meno motivante e zuccheroso: ogni realtà è solo illusoria.
Vanity Fair: lapsus continui rivelano l'inconscio. Ecco il trucco! Dichiarare il vero, dal momento che il vero vibra alle giuste frequenze, confidando nella sua indistinguibilità dal falso. A che pro, parlare di vero e di falso? Non è forse ogni verità traumatica, ogni falsità consolatoria? E alla luce del Vero Godimento Generalizzato, il sogno non è forse l'unico obiettivo valido? A condizione che esso sia vero.
Non devi preoccuparti: se la questione politica si è spostata sul terreno dell'ontologia, ormai non puoi più riprenderla. Solo le avanguardie del pensiero possono disperarsi, il resto ha perso ogni possibilità di orizzonte logico.
Ogni cosa che ti è permesso pensare è già marcia.
Esiste un sapere del bordo, che è impossibile da ottenere o ricordare altrimenti. L'integrazione informativa è solo una assiomatizzazione generalizzate del teorema figura-sfondo. Tu non esisti, e nulla IN TE pensa. Che cosa significa questo, dal punto di vista concreto? Nulla.
E allora?
Allora basta.
Perché dovresti parlare o tacere? Perché dovresti astenerti o agire? Non fa assolutamente nessuna differenza, dal momento che non vi è differenza rilevante se tutto ciò che è, è, e viceversa.
Allora per quale motivo dovresti scriverne?
Per abitudine.
Non cercare la verità se non sai resisterle.
Ma cosa può resistere alla verità?
La resistenza alla verità è il falso.
Come lo è l'IO.
L'eliminazione dell'IO è necessaria dal momento che la verità dell'IO è una menzogna.
E implica che la menzogna esiste indipendentemente dall'IO che la pronuncia: oppure che la menzogna produce sempre un IO. E l'IO è esattamente lo scarto fra verità e linguaggio.
Se stai ancora leggendo queste righe, ti chiedo scusa.
Io non ce l'ho un piano per salvarci tutti
né uno per salvare me stesso.
Non voglio vendere nulla
Né essere felice.
La maggior parte del tempo spero di avere torto
E lotto perché non se ne accorga nessuno. Lotto per avere ragione. Perché non esiste ragione né torto. Ma non voglio farvelo pesare.
E allora? Non esiste merito né ricompensa. La vita e la morte, il moto e la quiete sono identici. Il bene e il male, l'uguale e il diverso, sono indistinguibili.
Per quale motivo dovresti preoccupartene?
Per quale motivo sedersi in Zazen?
Invidia lo scarafaggio, che cresce pasciuto nel residuo radioattivo, e non si preoccupa della sua progenie con due teste.
Ciò che è, è.
E viceversa.
Non ho saputo prima quello che so adesso
E adesso che so non ricordo più cosa provavo.
Il soggetto è un'illusione fragile. Per preservarla, ogni brandello refrattario all'integrazione informativa va represso, conservato in un bunker a tenuta stagna da qualche parte.
La necessità del soggetto non ha a che fare con la cognizione individuale, ma con l'integrazione sociale. Nella società esistono gli individui, nel cranio il caos. Il filtro che trasforma il caos in individuo, il fattore molti-a-uno, è il micco interiore, che freud chiama super-io, che l'uomo da millenni chiama la "persona", o "maschera".
L'idea che molte e diverse sintesi del molteplice innumerabile caotico che è la sostanza di ogni cosa - fuoco di eterna fiamma, miliardi di interazioni neuronali, flussi scatenati sul corpo senza organi - siano possibili, è ovunque. La ripetizione incessante fa parte dell'apparato che ne previene la realizzazione.
Ti fermi a contemplarla con un senso di liberazione: lo stesso senso di liberazione che provi quando un personaggio animato sullo schermo rivela la sua natura costruita sciogliendosi in un diorama psichedelico. Pensi di godere dei colori, di ciò che è, e invece l'unico godimento è l'assenza delle catene che non riconosci più come tali. Ecco come può il godimento apparire puro, slegato dall'essere e dal non essere, dato primario.
Che ogni senso di emancipazione - ogni gioia - non sia interrogabile, appaia e scompaia come fatto bruto, è un assioma del sistema del godimento intercambiabile, del Consumo Assoluto. L'idea è che Tu Stesso Sei al di quà e al di là del godimento, e vuoi solo discioglierti in esso. Eppure, per raggiungere lo stato in cui Tu Sei Reale (realizzato) devi appunto domare la realtà che sfugge in ogni istante al soggettivo e se la batte da ogni buco.
Ciò che sogni va realizzato: l'ideologia si smaschera da se, dal momento che la sua unica funzione è prevenire la soglia del proprio rovesciamento. L'affermazione del Sogno (americano, occidentale, indocinese, poco importa) ha un contenuto assai meno motivante e zuccheroso: ogni realtà è solo illusoria.
Vanity Fair: lapsus continui rivelano l'inconscio. Ecco il trucco! Dichiarare il vero, dal momento che il vero vibra alle giuste frequenze, confidando nella sua indistinguibilità dal falso. A che pro, parlare di vero e di falso? Non è forse ogni verità traumatica, ogni falsità consolatoria? E alla luce del Vero Godimento Generalizzato, il sogno non è forse l'unico obiettivo valido? A condizione che esso sia vero.
Non devi preoccuparti: se la questione politica si è spostata sul terreno dell'ontologia, ormai non puoi più riprenderla. Solo le avanguardie del pensiero possono disperarsi, il resto ha perso ogni possibilità di orizzonte logico.
Ogni cosa che ti è permesso pensare è già marcia.
Esiste un sapere del bordo, che è impossibile da ottenere o ricordare altrimenti. L'integrazione informativa è solo una assiomatizzazione generalizzate del teorema figura-sfondo. Tu non esisti, e nulla IN TE pensa. Che cosa significa questo, dal punto di vista concreto? Nulla.
E allora?
Allora basta.
Perché dovresti parlare o tacere? Perché dovresti astenerti o agire? Non fa assolutamente nessuna differenza, dal momento che non vi è differenza rilevante se tutto ciò che è, è, e viceversa.
Allora per quale motivo dovresti scriverne?
Per abitudine.
Non cercare la verità se non sai resisterle.
Ma cosa può resistere alla verità?
La resistenza alla verità è il falso.
Come lo è l'IO.
L'eliminazione dell'IO è necessaria dal momento che la verità dell'IO è una menzogna.
E implica che la menzogna esiste indipendentemente dall'IO che la pronuncia: oppure che la menzogna produce sempre un IO. E l'IO è esattamente lo scarto fra verità e linguaggio.
Se stai ancora leggendo queste righe, ti chiedo scusa.
Io non ce l'ho un piano per salvarci tutti
né uno per salvare me stesso.
Non voglio vendere nulla
Né essere felice.
La maggior parte del tempo spero di avere torto
E lotto perché non se ne accorga nessuno. Lotto per avere ragione. Perché non esiste ragione né torto. Ma non voglio farvelo pesare.
E allora? Non esiste merito né ricompensa. La vita e la morte, il moto e la quiete sono identici. Il bene e il male, l'uguale e il diverso, sono indistinguibili.
Per quale motivo dovresti preoccupartene?
Per quale motivo sedersi in Zazen?
Invidia lo scarafaggio, che cresce pasciuto nel residuo radioattivo, e non si preoccupa della sua progenie con due teste.
Ciò che è, è.
E viceversa.
7.8.17
ferie
Vano e semplice, liscio coagulo di niente. Amato come ferita, come buco, come assenza amato male amato troppo. Felice di nulla, di nulla, Corsa interrotta nel buio e poi paura e poi dolore. Giornata spenta è sempre uguale ore trafitte occhi sbarrati. Vita sprecata. Sangue dolente. Misura colma.
Cosa più? Cosa meno? Non umano non saggio non vuoto. Solo rabbia. Rabbia isolata e chiusa e serrata e ingoiata e risputata e bile. Nemmeno le parole più mie. Disciplina mortifera, orgoglio mortifero, ferite del senso deliberato e interrotto. Uccidere tutti per poter fuggire.
Ecco
Cosa più? Cosa meno? Non umano non saggio non vuoto. Solo rabbia. Rabbia isolata e chiusa e serrata e ingoiata e risputata e bile. Nemmeno le parole più mie. Disciplina mortifera, orgoglio mortifero, ferite del senso deliberato e interrotto. Uccidere tutti per poter fuggire.
Ecco
Iscriviti a:
Post (Atom)