in realtà, riconosco di essere astruso, contorto. affogato in citazioni di citazioni di citazioni fino a non sapere nemmeno io che cosa in realtà volevo dire, fuor di metafora.
e per il bene di questo blog, cercherò di smettere. almeno per un po'.
giorni di tranquillità, questi. giorni di placida euforia. leggerezza triste.
ho con la gente rapporti sinceri ma superficiali, cammino, ed è un andare avanti ed indietro, su quelle strade che sono sempre le stesse.
imparo nomi e date, imparo formule e le applico.
in fondo, sono soddisfatto. il mondo mi scorre intorno, e non devo far altro che aprire gli occhi per coglierne lo splendore.
scrivo. leggo. respiro.
e allora, cos'è che manca?
31.1.07
28.1.07
A Fasse Male
Nocche, anelli, cartilagini.
io vedo la luce azzurra, intorno-dentro-sopra e di nuovo intorno.
ancora una volta.
alle fondamenta, alle fondamenta.
nuovi simboli per vecchie cose, che credevo di conoscere e che invece no.
nuovi simboli per nuove cose, che non credevo di conoscere mai.
nocche, anelli, cartilagini
(pelle, fosfeni, nervi)
il mio castello gelido di squallidume e irritazione insapore che crolla nella luce del mattino.
Ah! le gigantesche splendide rovine, angeli a dozzine sulla vetta del deserto!
l'unico ancora vivo.
l'unico ancora.
l'unico.
quando sei in piedi, tutto sta a rimanere in piedi.
io vedo la luce azzurra, intorno-dentro-sopra e di nuovo intorno.
ancora una volta.
alle fondamenta, alle fondamenta.
nuovi simboli per vecchie cose, che credevo di conoscere e che invece no.
nuovi simboli per nuove cose, che non credevo di conoscere mai.
nocche, anelli, cartilagini
(pelle, fosfeni, nervi)
il mio castello gelido di squallidume e irritazione insapore che crolla nella luce del mattino.
Ah! le gigantesche splendide rovine, angeli a dozzine sulla vetta del deserto!
l'unico ancora vivo.
l'unico ancora.
l'unico.
quando sei in piedi, tutto sta a rimanere in piedi.
23.1.07
Lobe Kidz
fruitori attenti e meno attenti, crocchianti cartilagini del mondo che si frantuma, salve!
sono quì per cantarvi del mio amore pulsante, del mio astratto odio.
in remissione di ogni peccato, dall'orgoglio alla supponenza, dalla stronzaggine all'incontinenza, fino all'eccessivo bere, e alla frequentazione assidua delle periferie allucinate dell'anima mia.
il bhikku chiama se stesso il bhikku, si fascia la testa poichè questa è rotta, e va in giro fischiettando.
l'anima dell'artista si sveglia e ruggisce nella notte, seppellita dalle endorfine, dalla pelle vulcanica e dai muscoli gonfi.
solo chi ha i numeri può parlare.
fluido, ribollente, lontano e tuttavia troppo vicino. che dire di quella sagoma sghemba che nelle notti di luna porta il mio nome?
Legba, urlando nel buio.
sono quì per cantarvi del mio amore pulsante, del mio astratto odio.
in remissione di ogni peccato, dall'orgoglio alla supponenza, dalla stronzaggine all'incontinenza, fino all'eccessivo bere, e alla frequentazione assidua delle periferie allucinate dell'anima mia.
il bhikku chiama se stesso il bhikku, si fascia la testa poichè questa è rotta, e va in giro fischiettando.
l'anima dell'artista si sveglia e ruggisce nella notte, seppellita dalle endorfine, dalla pelle vulcanica e dai muscoli gonfi.
solo chi ha i numeri può parlare.
fluido, ribollente, lontano e tuttavia troppo vicino. che dire di quella sagoma sghemba che nelle notti di luna porta il mio nome?
Legba, urlando nel buio.
19.1.07
B-side
Avrebbe raccontato di nuovo le storie che ha imparato così bene
Quattordici anni sono tanti in una cella
Quando la pipa è passata l’oppio entra in circolo
Papà Legba seduto gentilmente in una piccola città inesperta
La sua pelle rugosa, come cuoio al sole
Dita che battono forti su un tamburo nativo
Si pulisce i denti con un ossicino spolpato
Papà Legba porta le sue zanne e va a letto da solo
Ehi Papà Legba, hoo-boo-be-do
Ehi Papà Legba, nessuno si preoccuperà di te
Ehi Papà Legba, hoo-boo-be-do
Scuoti Papà Legba, nessuno si preoccuperà di te questone, giusto
Era libero di ballare solo dove gli spiriti corrono
I suoi occhi a mandorla brillerà su centinaia di figli
Il suo brindisi di champagne e carne bianca su uno spiedo
Papà Legba è ubriaco con un sorriso sulle labbra
(Bernie Taupin)
Quattordici anni sono tanti in una cella
Quando la pipa è passata l’oppio entra in circolo
Papà Legba seduto gentilmente in una piccola città inesperta
La sua pelle rugosa, come cuoio al sole
Dita che battono forti su un tamburo nativo
Si pulisce i denti con un ossicino spolpato
Papà Legba porta le sue zanne e va a letto da solo
Ehi Papà Legba, hoo-boo-be-do
Ehi Papà Legba, nessuno si preoccuperà di te
Ehi Papà Legba, hoo-boo-be-do
Scuoti Papà Legba, nessuno si preoccuperà di te questone, giusto
Era libero di ballare solo dove gli spiriti corrono
I suoi occhi a mandorla brillerà su centinaia di figli
Il suo brindisi di champagne e carne bianca su uno spiedo
Papà Legba è ubriaco con un sorriso sulle labbra
(Bernie Taupin)
17.1.07
la peste, a tutte e due le famiglie
la vita se ne va via, lenta scura e priva di ossigeno, come un emorragia venosa...
in realtà, non c'è nulla di male, riempio ora dopo ora le mie giornate, e a tratti da dietro le vetrine, mentre cammino per strada, mi guarda un giovin signore dal cranio scoperto.
al mio posto, dentro i miei panni, come se effettivamente fossi io ad aver deciso cosa fare di me.
come se quel posto fosse mio d'elezione, e non per caso, come se la cinica soddisfazione di essere me esistesse davvero. e non c'è niente di più reale del "come se", ragazzi.
certe cose non cambiano mai.
e le cose nuove sono uguali a quelle vecchie.
situazioni, persone. come in un film già visto, ma non posso fare a meno di gloriarmi della superiore qualità della mia interpretazione, stavolta.
io ho una L sopra il polso, e voi no.
questo è quanto.
Legba, il nervo della guerra.
in realtà, non c'è nulla di male, riempio ora dopo ora le mie giornate, e a tratti da dietro le vetrine, mentre cammino per strada, mi guarda un giovin signore dal cranio scoperto.
al mio posto, dentro i miei panni, come se effettivamente fossi io ad aver deciso cosa fare di me.
come se quel posto fosse mio d'elezione, e non per caso, come se la cinica soddisfazione di essere me esistesse davvero. e non c'è niente di più reale del "come se", ragazzi.
certe cose non cambiano mai.
e le cose nuove sono uguali a quelle vecchie.
situazioni, persone. come in un film già visto, ma non posso fare a meno di gloriarmi della superiore qualità della mia interpretazione, stavolta.
io ho una L sopra il polso, e voi no.
questo è quanto.
Legba, il nervo della guerra.
13.1.07
bang-head time
salve!
il mio nome è mio soltanto.
ma potete chiamarmi come volete, mi riconoscerò, nella vostra voce, e risponderò se vorrò rispondere.
la pelle è la pelle, quello che gli dèi non hanno.
la mia ricopre gangli di sanguinanti desideri, passioni sottili, istinto e debolezza.
nonchè un compatto e funzionale insieme di muscoli, ossa e tendini.
il mio nome è mio soltanto.
io lo spezzo e lo moltiplico, il mondo se ne nutre.
il corpo è il corpo, bellissimo, straziato, corrotto. un simbolo vivo e potente. un simbolo vivo, è potente.
mi avete visto provare e riprovare, rigirarmi in bocca le parole come un bambino, diventare un esperto di manipolazione, fino alla logica dissoluzione.
ora si fa tutto, davvero, per finta
il mio nome è mio soltanto.
ma potete chiamarmi come volete, mi riconoscerò, nella vostra voce, e risponderò se vorrò rispondere.
la pelle è la pelle, quello che gli dèi non hanno.
la mia ricopre gangli di sanguinanti desideri, passioni sottili, istinto e debolezza.
nonchè un compatto e funzionale insieme di muscoli, ossa e tendini.
il mio nome è mio soltanto.
io lo spezzo e lo moltiplico, il mondo se ne nutre.
il corpo è il corpo, bellissimo, straziato, corrotto. un simbolo vivo e potente. un simbolo vivo, è potente.
mi avete visto provare e riprovare, rigirarmi in bocca le parole come un bambino, diventare un esperto di manipolazione, fino alla logica dissoluzione.
ora si fa tutto, davvero, per finta
8.1.07
stage 1: preparation
eppure sono triste.
le strade si incrociano e si dividono, la gente va e viene.
la rivoluzione, gridiamo, è prossima, e non ve ne è mai stata una simile, l'estetica si gonfia come i gangli purulenti di una malattia aliena e crudele.
la mia città è bellissima, tortuosa come mai uno solo avrebbe potuto farla, e in questo gli spinozisti lo mettono in culo anche a cartesio.
una dopo l'altra, apro le porta del mio pensiero, sciolgo i sigilli, regalo le chiavi.
saprete chi sono, se leggete nel fondo dell'animo il senso di povertà, fredda perdita e cupa idiozia, che mi riempie quando non posso più guardare il mondo dall'alto di cose che io solo conosco, con l'orgoglio dell'illuminato.
e raggiungo così il mio primo cancello, imparo la generosità, forse, quando stolto ignoravo cosa fosse.
ma assi nella manica, trucchi e segreti... ecco che guardo a quello che mi rimane da offrire, e non so più se il mio sorriso riluce dei tesori che ho accumulato, o si distende nella gioia di chi dona.
mi dispiace, fratelli, di cose da dire, ce ne sono fin troppe.
Legba, maestro semibuono di arti magiche, ancora per un po'.
le strade si incrociano e si dividono, la gente va e viene.
la rivoluzione, gridiamo, è prossima, e non ve ne è mai stata una simile, l'estetica si gonfia come i gangli purulenti di una malattia aliena e crudele.
la mia città è bellissima, tortuosa come mai uno solo avrebbe potuto farla, e in questo gli spinozisti lo mettono in culo anche a cartesio.
una dopo l'altra, apro le porta del mio pensiero, sciolgo i sigilli, regalo le chiavi.
saprete chi sono, se leggete nel fondo dell'animo il senso di povertà, fredda perdita e cupa idiozia, che mi riempie quando non posso più guardare il mondo dall'alto di cose che io solo conosco, con l'orgoglio dell'illuminato.
e raggiungo così il mio primo cancello, imparo la generosità, forse, quando stolto ignoravo cosa fosse.
ma assi nella manica, trucchi e segreti... ecco che guardo a quello che mi rimane da offrire, e non so più se il mio sorriso riluce dei tesori che ho accumulato, o si distende nella gioia di chi dona.
mi dispiace, fratelli, di cose da dire, ce ne sono fin troppe.
Legba, maestro semibuono di arti magiche, ancora per un po'.
5.1.07
the Group
ed è con una serie di manifestazioni sconnesse e potenti che spunta dal sottosuolo bucando il terreno il quartetto di rivoluzionari meglio assortito della storia dello psicodramma:
Legba, aka the K.o.S.
l'uomo che di giorno inquieta e di notte spaventa, mentre a fine serata fa pena
applausi! e pogo fra la folla
Renton aka Valerio
l'irrefrenabile primo virgulto di una razza nuova, priva di paura, stupore, e pazienza
per lui, l'apprezzamento sottile dei critici, e il sorriso dei filosofi
Le Nagual aka Mr sunshine
l'anima della festa, un arte che non si tramanda
svenimenti occasionali ed urla fra le signorine
Carrucola aka Federico
i muri hanno la sua faccia, lo odiano i telefoni, riodiati
canne sollevate in suo onore, e furioso battimani
è tutto
questa la brigata che dovrà riportare sulla retta via il mondo
con carnevalesche trovate e bizzarre pozioni
augurateci buona fortuna.
GUERRILLA!
Legba, aka the K.o.S.
l'uomo che di giorno inquieta e di notte spaventa, mentre a fine serata fa pena
applausi! e pogo fra la folla
Renton aka Valerio
l'irrefrenabile primo virgulto di una razza nuova, priva di paura, stupore, e pazienza
per lui, l'apprezzamento sottile dei critici, e il sorriso dei filosofi
Le Nagual aka Mr sunshine
l'anima della festa, un arte che non si tramanda
svenimenti occasionali ed urla fra le signorine
Carrucola aka Federico
i muri hanno la sua faccia, lo odiano i telefoni, riodiati
canne sollevate in suo onore, e furioso battimani
è tutto
questa la brigata che dovrà riportare sulla retta via il mondo
con carnevalesche trovate e bizzarre pozioni
augurateci buona fortuna.
GUERRILLA!
3.1.07
i pesci odiano le discoteche
oggi, ho disegnato sul muro tracce nere e viola, mappe ipnotiche di terre senza nome.
disadattato sensoriale, il vostro Legba.
da bambino mi infuriavo, e stringevo i pugni fino a far sanguinare i palmi.
da bambino ero cattivo, e non avevo sofferto abbastanza.
oggi ho fogli e fogli pieni di segni sanguinanti, carta secca e frusciante, un bosco di simboli contorti, piegati, corrotti.
a intervalli regolari sono vuoto e sveglio.
nomi. cose. idee.
persone.
e la paura non è un esercizio filosofico, è banalissimo fottuto terrore: respiro affannoso, pupille dilatate, mani sudate, cuore a 160 bpm.
ma ci passa ancora qualcuno, quì?
disadattato sensoriale, il vostro Legba.
da bambino mi infuriavo, e stringevo i pugni fino a far sanguinare i palmi.
da bambino ero cattivo, e non avevo sofferto abbastanza.
oggi ho fogli e fogli pieni di segni sanguinanti, carta secca e frusciante, un bosco di simboli contorti, piegati, corrotti.
a intervalli regolari sono vuoto e sveglio.
nomi. cose. idee.
persone.
e la paura non è un esercizio filosofico, è banalissimo fottuto terrore: respiro affannoso, pupille dilatate, mani sudate, cuore a 160 bpm.
ma ci passa ancora qualcuno, quì?
2.1.07
old school
amo la città deserta.
aspetto, respiro, ricordo.
la verità si nasconde nei vicoli, e sotto i rumori della vita.
"siediti, e aspetta che tutto si fermi".
nel vuoto, il santo cade verso la vittoria.
come un sasso attraverso l'acqua del lago.
che devo dirvi, ragazzi?
io sono della vecchia scuola, brutto e cattivo.
e solo chi si è giocato tutto su una coppia di sette capisce quello che intendo,
quando dico che è immobile la chiave del mondo vorticoso.
steso sull'asfalto gelido della strada, che corre nella notte fra le montagne.
guardo le stelle, dolenti ferite luminose.
e resto immobile.
orvuàr,
Lorenzo, aka Legba
aspetto, respiro, ricordo.
la verità si nasconde nei vicoli, e sotto i rumori della vita.
"siediti, e aspetta che tutto si fermi".
nel vuoto, il santo cade verso la vittoria.
come un sasso attraverso l'acqua del lago.
che devo dirvi, ragazzi?
io sono della vecchia scuola, brutto e cattivo.
e solo chi si è giocato tutto su una coppia di sette capisce quello che intendo,
quando dico che è immobile la chiave del mondo vorticoso.
steso sull'asfalto gelido della strada, che corre nella notte fra le montagne.
guardo le stelle, dolenti ferite luminose.
e resto immobile.
orvuàr,
Lorenzo, aka Legba
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