23.1.07

Lobe Kidz

fruitori attenti e meno attenti, crocchianti cartilagini del mondo che si frantuma, salve!
sono quì per cantarvi del mio amore pulsante, del mio astratto odio.

in remissione di ogni peccato, dall'orgoglio alla supponenza, dalla stronzaggine all'incontinenza, fino all'eccessivo bere, e alla frequentazione assidua delle periferie allucinate dell'anima mia.
il bhikku chiama se stesso il bhikku, si fascia la testa poichè questa è rotta, e va in giro fischiettando.

l'anima dell'artista si sveglia e ruggisce nella notte, seppellita dalle endorfine, dalla pelle vulcanica e dai muscoli gonfi.
solo chi ha i numeri può parlare.

fluido, ribollente, lontano e tuttavia troppo vicino. che dire di quella sagoma sghemba che nelle notti di luna porta il mio nome?

Legba, urlando nel buio.

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