29.5.08

Frammenti

Salve! Salve! Salve!

A me un nome nuovo fa sempre bene.
Ora ne ho uno che dice bene il modo in cui è bello guardare in direzioni inutili.

distruggo specchi per rincollarmi la faccia, ma più che altro torco la mia faccia in burleschi specchi.

Sono mortalmente stanco, mollezza dolce e crudele dentro le vene e sotto la pelle, un morbo macchiato di colori oltremondani, fumi di una realtà che svapora lento fin dal 1925.

L'oppio è la religione dei popoli, e nella mia città la fede non si discute.

Salve! Salve! Salve!

24.5.08

Interludio # 3

Vedo gente fare in continuazione gli stessi discorsi.
Discorsi senza costrutto, con elsa morante fra le righe, e nichilismo lamentoso.
Discorsi raiot, senza nulla di nuovo, le solite stronzate imparate da Mtv sul Punk Rock, le solite stronzate imparate sull'anarchia da Wikipedia.
"Io lavoro dall'interno, Bello, mi introduco nel sistema e, una volta sotto, gliela metto al culo"
Bravo.
Bene.
Sottovaluti il peso di gente che è cattiva da anni, per mestiere, e ha tutta la competenza tecnica per farti dimenticare come ti chiami.
Sottovaluti la complessità dei rapporti umani, e il rancore che ci tiene uniti.
Sottovaluti, soptattutto, una cosa:
Il sistema non ha un buco del culo, perchè gli stronzi solo quelli che lo reggono in piedi.
...

A parte questo, la vita si avvicina alla fine del giro.
Sarebbe ora di dare un numero ad ogni cosa, e ridurre anni di corridoi e scale e stanze e voci e visi e risate, nonchè cortili interni da galera e flash giovanili, in un pezzo di carta con su un numero da uno a cento.
Così dicono, almeno.
E, ogni volta che lo dicono, io mi tuffo sotto il tavolo.
Però, in effetti, sarebbe ora di chiuderla, e decidermi ad affrontare la vita.

Oppure...







Legba (Powered By Rentie boy)

21.5.08

alle strette

come a palermo, sotto la pioggia, qualcuno alza il volume e il disco salta su come una cosa viva.
La mia idea di riserva, è passare sul corpo del più grosso, digrignare i denti, e poi pura cattiveria muscolare, e mettere chilometri su chilometri fra me e me stesso.
(fhew...)
La mia idea di riserva, è un tiro profondo, di quelli che bruciano dentro, e poi buttare la testa indietro per partorire una nuvola, mentre la chimica del cervello scivola sui 6oHz.
(già...)
la mia idea di riserva è presa in prestito dal maligno molator di lenti, quello che riconta i nomi di dio ogni sera con la mente immobile, ma il restyling che le ho fatto la rende irriconoscibile.
Come dire: fiamme psichedeliche cromate sulla copertina dell'incunabolo.
(POW!)


Il problema è che la mia idea di riserva non la vedrete mai.
Cioe...
E' un pezzo che giro sul facile, e spalanco occhiate impegnate con i soliti trucchi banali...

Insomma: aspetto che qualcuno senza coda di paglia ed un bel sorriso mi costringa a giocarmi l'ultima carta, così potrò dare stura ai poker d'assi che mi si accumulano nelle maniche dello smoking.

Legba. Milioni di milioni.

20.5.08

The ripper

"che cosa ti succede, quando ti spari quella roba?"
"non saprei... qualcosa dentro di me si libera e corre giù, urlando. Come il pastore dopo aver morso il serpente, come il matto dopo il funerale. Ne vuoi anche tu?"

Insomma, si torna a leggere Friedrich, il più occidentale di tutti, per altro.

Il resto del tempo, respiro raschiato, gioco di gambe...
Qualcuno nello sfondo parla in turco, quancuno si spara fuori dallo sfondo, e una volta salito al primo piano non se lo merita.
Chiuso anche il capitolo "teatro" con tre sere di performance...

Il resto del tempo calcolo il tempo che resta, prima di mettere le scarpe in valigia.

14.5.08

Segni & Vuoto Pneumatico

fischietto, scribacchio, canticchio.
sono tranquillo.
Nonostante la gente a doppio fondo, che nasconde il suo vuoto illudendosi che non si veda.
(Ehi tu: Ce l'hai scritto in faccia, sparato come un neon, la prima cosa che ho saputo vedendoti. )
Non lo dirò a nessuno. Non significa che non lo sappia.
Ma non distraiamoci.
...
Non sento più nulla.
La mia ora preferita arriva alle cinque del mattino, e faccio sogni bellissimi, contornati di una folle musica, che potrebbe essere il ricordo del rock'n'roll di quando le piramidi le stavano ancora costruendo, e i marinai bestemmiavano in fenicio stretto.
La mia ora preferita arriva alle cinque del mattino, e le strade sono vuote, e il cielo bianco, e ovunque si allungano ombre azzurre.

Poi, il mio gemello triste, che per intenderci è quello con i denti affilati, dice che gli sembrava ieri, che avevamo i magazzini pieni, e oggi c'è solo la digos coi cani, ad annusare quel che resta dell'aroma.
Già.
Così, la vita se ne va un poco alla volta lasciando l'inchiostro sempre più fitto fra le pagine e facendo crescere nuvole dentro la testa.

Legba. Se non capisci le parole, prova a leggere tutto al contrario.

12.5.08

Y

"chi è questo stryker, esattamente?"

10.5.08

Limiti

Quando mi alzo di botto, il campo visivo si stringe in una sfarfallante oscurità, e barcollo.
Quando il sole è troppo forte, la testa si riempe di sibili e stridii, e un dolore pulsa, sordo, dentro le tempie.
Posso infilare settanta flessioni prima di cedere,
Posso correre per quattrocento metri come un dannato, prima di cominciare ad ansimare.
Posso stare in silenzio un mese, prima di cominciare a sognare moebius.
Posso smettere di respirare per un minuto e mezzo, poi muoio.

Conosco i miei limiti, gente.
Potete dire lo stesso?

6.5.08

chi è, quello?

sono tempi duri.
vado in giro e mi gira la testa. Ogni tanto assaggio l'asfalto, per verificare almeno quello, e poi guardo le nuvole, per ore, occhi vitrei, mentre la mente è da tutt'altra parte, a marinare nel buio odoroso di fantasmagorie da un tanto la dozzina.
prendo le decisioni importanti nello spazio di sette respiri, come i santoni, Ma al quinto mi tradiscono i bronchi, e una raffica rauca e catarrosa mi ruba il tempo e la serenità, che diamine.

Oggi c'è il sole, domani pure, e il mondo è assurdo, un momento prima del botto. Che se poi non arriva, comunque ti si scartocciano i globi oculari, e la gente che poi ti incontra chiede
"oh, ma chi è quello?"
"uno che ho visto una volta, da qualche parte"
"e perchè ha quella faccia lì?"
"dicono che abbia visto dio dare le carte da sotto il mazzo"
"e il resto?"
"il resto è colore"

il futuro odora di poltrona vecchia, cuoio liso e metamfetamine, il passato puzza di cadavere. Il presente risuona come un clarinetto isterico, troppo veloce, per potersi fidare sul serio.

"E Legba, dove è finito?"
"E' diventato un superuomo, poverino"
"fa male?"
"quasi come diventare un punto di riferimento, e molto meno di una figura di spicco"
"già"

1.5.08

regeneration Tersite

Non è ora di vecchie storie, il fatto che io degli altri me ne sbatta in favore di astruserie come la coerenza e la spina dorsale è assodato;
più o meno come il fatto che io ne vada orgoglioso, assolutamente a torto.

Una cosa è l'istinto, un altra il coraggio.
Una cosa avere ragione, un altra agire di conseguenza.

Quelli che si organizzano, e ce ne sono, per ridisegnarmi il muso, faranno meglio a darsi una mossa, perchè fra due giorni li vado a cercare io.
Quelli che preferiscono modi più istituzionali, si ricordino che non è così facile tagliarmi fuori. Un consiglio: sarebbe tutto molto più semplice se veniste a parlarmene, sarei contentissimo di lasciarvi al vostro invertebrato destino.


Intanto, mentre sullo sfondo scorre l'odio massiccio di ottocento pischelli senza nerbo, sul palco il vecchio L. se la ridacchia asmatico e sfinito, tutto preso a misurarsi con la stanchezza dolce e bruciante dell'infezione, con la febbre adrenalinica della dirittura d'arrivo.
La mia vita si avvicina al suo necessario punto di svolta.
La gente comincia a chiedersi che ne sarà di me.

Ma non è ancora il tempo delle risposte.
E, nel frattempo, non resta che osservare bene tutto quanto,
un ultima volta.