19.5.10

Diari

Se avessi perso del tempo a ripensarci, l'avresti capito anche tu, credo.
Non c'è mai stata una possibilità.

Aprire percorsi modali non mi interessa.
Galvanizzati gli stronzi tutti intorno si sbracciano in Speranze, Desideri, eccetera. Sembrano contenti, se lo raccontano a vicenda in un orgia di sincerità ipnotica collettiva autoindotta.
La cosa più vicina alla verità tollerabile dall'Euforia.
Per quanto mi riguarda:
[...]
Non che ne vada fiero.
Fingo, anzi, e scimmiotto, più e meglio degli altri.
Al terzo passo, alla quinta parola, risulto comunque subdolo e senza nerbo.
Non ce la faccio, credo. Debolezza di tempra, codardia.
Cerco la rottura, come il vecchio minatore sotto tonnellate di roccia cruda, fra le venature umide. E' la semplice meschina fascinazione del crollo spettacolare.
La tentazione dell'abisso.
incostanza travestita da dinamismo.
Mi rassegnerò.

La cosa che però volevo dirti, è che no, non c'è mai stato nulla.
Persino parlarne, ora, sembra meschino.


dai Diari del Tremendo Errore di Leggie Lamoor, anno dodicesimo.

11.5.10

Head In Perfecto

Per ripartire dai fondamentali:Comunicazione, checchè se ne dica, non è comunione. Smettere di descrivere il linguaggio naturale alla logica e consegnarlo integro ed intoccato alla teoria dei giochi è la via.

Il tutto è nobile quanto assurdo.
Minuscole Norne ceree sospese al centro di un groviglio armonico ipercomplesso di strutture in movimento, tessono su telai impossibili destini in otto dimensioni.
Assorbi l'idea.
Istinto è continuare a cercare il proprio filo.
Ogni spiegazione è manipolativa.
Incidere lungo la spina dorsale, e distendere la pelle sull'alluminio.

Ogni movimento è riconducibile all'evasione.



Scrivo che non mi sento più le gambe, la testa, gli occhi.
Sono un punto vuoto di articolazione compulsiva, antiproiettivo.
In un certo senso, vi volto le spalle e procedo, queste sono solo tracce.
Quello che resta indietro, brandelli.
Bruciature igieniche, chè al mondo il posto è limitato, la carne in più marcisce.
Pensati in piedi sulla cresta, dove la terra asciutta dei duemila metri finisce in un abisso d'aria.
Prendi in mano un sasso e lancialo.
E' un tale fastidio andarsene.

L'incoerenza si spiega con la rinuncia al fuoco ottico:
Pensare con la retina è essere limitati.
Dispersione dei punti di fuga, per tornare al punto.

Ogni movimento è riconducibile all'evasione.
muovo i miei passi e le mie forme attraverso e intorno alle cose in cicli paranoidi.
Il discorso non può che risultare frammentato e disperso.

Confido che tu non abbia letto tutto dall'alto in basso, da sinistra a destra.
Perchè allora non stavo parlando a te.

5.5.10

Absurdum Blitz

Invaders have to DIE.
La mente e il corpo, unisoni, fare d'impatto, stile d'arrambaggio.
Così si va, così si arriva.
Non c'è che un po' di casino, in mezzo.
Rumori confusi da ignorare, soprattutto.

Flatline che guarda dal terrazzo giù la strada, urla insulti, tira una bottiglia.
Invaders eccetera.
Coordinarsi è la chiave.
Il Genio che spara a zero, con un microfono in mano, ed esce centuplicato dal woofer.
Gran bel momento, devo dire.
Cronache di vendetta spinozista, cronache di sangue viola.

Julius Puech sia con noi.