5.5.10

Absurdum Blitz

Invaders have to DIE.
La mente e il corpo, unisoni, fare d'impatto, stile d'arrambaggio.
Così si va, così si arriva.
Non c'è che un po' di casino, in mezzo.
Rumori confusi da ignorare, soprattutto.

Flatline che guarda dal terrazzo giù la strada, urla insulti, tira una bottiglia.
Invaders eccetera.
Coordinarsi è la chiave.
Il Genio che spara a zero, con un microfono in mano, ed esce centuplicato dal woofer.
Gran bel momento, devo dire.
Cronache di vendetta spinozista, cronache di sangue viola.

Julius Puech sia con noi.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

E con il tuo spiritoso.

Rent

Anonimo ha detto...

io ti approvo i colori. bulata.

sis'
:)

renton ha detto...

Uh, mi sono ricordato di una cosa perché sono un vecchio acido con una ghiandola in più e lo sai:

popolo di Nowere Over!
il generalissimo Liesmith, in risposta al crescente cronopismo delle masse:

ballando in tondo, ho visto milioni di appesi. lingue viola, fuori dalla chiostra dei denti. labbra cianotiche, agonie galvaniche e ipnotici spasmi in controtempo.
ma io ballavo in tondo, senza curarmene affatto.

dalla sabbia della fine del mondo, veniva una creatura splendida, dal corpo di donna lasciva, e sussurrava con mille labbra alle orecchie del fato, come una brezza d'autunno. il suo odore era l'odore della notte, freddo di conforto, promesse, e ricordi affilati.

ballammo a lungo, in tondo, e ubriaco di passione, infine la strinsi fra le braccia. fumo, solo fumo, e turpe nebbia umida, al limite ultimo della mia disperazione.

Ah! triste come un compositore di jingle natalizi, steso sull'asfalto tumido. inghiottimi, mondo! giocattolame organico, fantasma di fantasma di fantasma, un frac appeso dietro la porta.
mi sento solo, come prima della fine del mondo. come se non fosse mai esistito un solo battito, spente le stelle nella liquida tenebra pulsante...

-ehi... ehi, ti senti bene?
-si, si. un attimo, lasciami un attimo riprendere fiato, e sarò come nuovo.
Absurdum Blitz, Legba, Settembre 2007.

Difaul ha detto...

Io sono vecchio quasi quanto te, e mi ripeto. E' tenero che ti ricordi cose come quella.