Un po' perché mi fa schifo passare le giornate a guardare il muro, un po' perché mi piace lo schifo, un po' perché odio il piacere, un po' perché l'odio mi annoia, alla fine mi annoio a guardare il muro tutto il giorno
Io non volevo dirti "vattene", però l'ho fatto. Dovevo forse fermarmi a considerare il fatto che avresti anche potuto farlo, come poi hai fatto, ma invece... cosa mi aspettavo, chiedi? No, appunto, perché non mi chiedi nulla.
Tutto questo rigore, tutta questa volontà. Come potevamo aspettarci un raggiungimento simile?
Non era facile, eh, con tutti quegli scivolamenti, e reflussi, con tutto quel farsi e sfarsi, e quelle rotazioni arbitrarie su assi immaginari.
Ho cercato di disegnare uno schema dei nostri rapporti: raggiunta la complessità-limite è diventato vivo, e dopo una distratta esplorazione della stanza si è suicidato lanciandosi dal balcone.
Il mio problema? Il mio problema a dirla tutta è l'incompletezza di Gödel, che poi non è che sia proprio mio, ma diciamo che ci tengo
Sono vuoto, amici. Vuoto, vuoto!
Felice come un lieto sasso sulle rive di Mon, ma dopo una certa ora mi sale la smania, e allora vorrei masticare ancora carne e sangue, o almeno un po' di pelle e qualche cartilagine.
E tu? Non ti si vede più tanto in giro da quando ti ho giurato che ti avrei ucciso se ti avessi rivisto in giro.
La cosa mi sorprende: non mi aspettavo, in fondo, che mi prendessi sul serio.
Erano colpi in aria, ecco.
Avvertimenti.
Poi, ovviamente, avremmo fatto la pace.
No?
13.3.18
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