bene, bene, bene.
l'adorabile bhikku da questa parte dello schermo, saluta nuovamente la varia marmaglia che visita i miei scritti, e vi augura cordialmente buona permanenza nei cazzi miei.
insomma: niente di nuovo sul fronte occidentale, calma piatta.
da uscire pazzi con decorrenza immediata, pressappoco.
ascolto musica, leggo, scrivo, digerisco, rimesto i vecchi pensieri coi nuovi, e mi rifaccio una verginità alcolica.
nient'altro da dichiarare.
"la vita è un temporale, e prenderlo nel culo è un lampo"
legba, dai crocicchi quadridimensionali della consapevolezza divina
30.11.05
27.11.05
nytro
"fatevi un applauso, girate sette volte su voi stessi, poi uscite nudi in strada, e limonate con la prima persona/cosa/animale che trovate."
viva i popoli dell' involuzione entusiastica, e la gente dell'apocalisse postmoderna.
"la semplicità è semplice? o è dada?"
...e i nostri padri difesero questa terra con le unghie e con i denti, riempiendo le strade di sangue e sudore: combattiamo, fratelli, il nemico umano!
SPINOZA INCULA HEGEL!
(I'm too much punk rock for this life)
legba, il re semiotico, e la ghenga squallida dei suoi parti mentali.
26.11.05
k.o.s. mastering _ phase2
per la gioia di voi tutti, il noto Legba, detto anche, da pochi, re del vario popolo semiotico, è lieto di annunciare che...
ritornando sulle vecchie abitudini, si rituffa nei suoi mondi di fantasia e macabro ingegno, fabbricando giocattoli psichici per bimbi troppo cresciuti, in due parole...
si ricomincia a disegnare draghi e sotterranei, ad uso e consumo di un nuovo gruppo, di gente ahimè, che non ha lo stile del vecchio (right, nemo?). appartire da domani, ossia domenica.
apparte ciò...
tempo di merda come sempre quì di sabato
(mannaggia a dio, mannaggia)
siccome la mia vita sociale non vale una doccia gelida, la mia fida e carismatica gabbia di carne, ossia il mio io personale-corporeo (quello che prova dolore), se ne va con la sorellina setteenne.
A vedere come da un opera letteraria su cui sospendo il giudizio, ma che mi fa appena un briciolo di simpatia perchè scomunicata dall'attuale pastore dei cristiani, sia possibile ricavare un definitivamente mediocre film.
vivo, e vegeto.
(maria de filippi è il diavolo, maria de filippi è il diavolo, maria de filippi è il diavolo, maria de filippi è il diavolo, maria de filippi mè il diavolo, maria de filippi è il ddia volo ma riade filippie ildia volo ma fil ria de volo.)
MARIA DE FILIPPI è IL DIAVOLO
ritornando sulle vecchie abitudini, si rituffa nei suoi mondi di fantasia e macabro ingegno, fabbricando giocattoli psichici per bimbi troppo cresciuti, in due parole...
si ricomincia a disegnare draghi e sotterranei, ad uso e consumo di un nuovo gruppo, di gente ahimè, che non ha lo stile del vecchio (right, nemo?). appartire da domani, ossia domenica.
apparte ciò...
tempo di merda come sempre quì di sabato
(mannaggia a dio, mannaggia)
siccome la mia vita sociale non vale una doccia gelida, la mia fida e carismatica gabbia di carne, ossia il mio io personale-corporeo (quello che prova dolore), se ne va con la sorellina setteenne.
A vedere come da un opera letteraria su cui sospendo il giudizio, ma che mi fa appena un briciolo di simpatia perchè scomunicata dall'attuale pastore dei cristiani, sia possibile ricavare un definitivamente mediocre film.
vivo, e vegeto.
(maria de filippi è il diavolo, maria de filippi è il diavolo, maria de filippi è il diavolo, maria de filippi è il diavolo, maria de filippi mè il diavolo, maria de filippi è il ddia volo ma riade filippie ildia volo ma fil ria de volo.)
MARIA DE FILIPPI è IL DIAVOLO
24.11.05
valzer eclettico di jerry cornelius
salve, gente dell'apocalisse viola-terrore!
vi conosco, uno per uno, come se aveste passato ogni istante della vostra vita a sussurrarmi segreti in un orecchio.
so che non vi farete ingannare, ragazzi, SO che non vi farete ingannare.
Legba, nonostante i flash che lo assalgono splendidi e vorticosi nel sole del limpido mattino, regge botta come meglio non si potrebbe.
i capelli ricrescono, misurando il tempo che passa.
il violino torna a sputare note, di tanto in tanto.
insomma: la vita va avanti, e l'inerzia non è più una tortura.
vestito di nero sorveglio i confini dell'estetica.
cos'altro può fare, in fondo, un soldato?
Legba, che è mellifluo, ma Mai sssottile.
vi conosco, uno per uno, come se aveste passato ogni istante della vostra vita a sussurrarmi segreti in un orecchio.
so che non vi farete ingannare, ragazzi, SO che non vi farete ingannare.
Legba, nonostante i flash che lo assalgono splendidi e vorticosi nel sole del limpido mattino, regge botta come meglio non si potrebbe.
i capelli ricrescono, misurando il tempo che passa.
il violino torna a sputare note, di tanto in tanto.
insomma: la vita va avanti, e l'inerzia non è più una tortura.
vestito di nero sorveglio i confini dell'estetica.
cos'altro può fare, in fondo, un soldato?
Legba, che è mellifluo, ma Mai sssottile.
19.11.05
wintermute
davanti al computer.
di nuovo.
a sputare in un pozzo che rimane limpido in eterno, e dove, per quanto mi secchi la gola, non riesco a sollevare neppure un onda.
è così grande il mondo, che fa spavento, e ribrezzo, e timore, e felicità, e pace.
io sono cattivo e blasfemo, e un ubriacone, e un mentitore, e uno spergiuro.
e sono inutile, lercio, stupido, goffo, fuori posto
e sono pazzo, ingombrante, vanaglorioso, presuntuoso
e sono un bhikku, indegno.
Tersite era migliore di Achille, ma achille aveva l'armatura più luccicante.
così, Tersite morì ucciso da Achille.
perchè Achille era un eroe, figlio di Tetide e Peleo.
e Tersite un poveraccio, di padre ignoto.
legba, che dalla fogna alla fogna c'è una vita.
di nuovo.
a sputare in un pozzo che rimane limpido in eterno, e dove, per quanto mi secchi la gola, non riesco a sollevare neppure un onda.
è così grande il mondo, che fa spavento, e ribrezzo, e timore, e felicità, e pace.
io sono cattivo e blasfemo, e un ubriacone, e un mentitore, e uno spergiuro.
e sono inutile, lercio, stupido, goffo, fuori posto
e sono pazzo, ingombrante, vanaglorioso, presuntuoso
e sono un bhikku, indegno.
Tersite era migliore di Achille, ma achille aveva l'armatura più luccicante.
così, Tersite morì ucciso da Achille.
perchè Achille era un eroe, figlio di Tetide e Peleo.
e Tersite un poveraccio, di padre ignoto.
legba, che dalla fogna alla fogna c'è una vita.
18.11.05
di come il mondo si ostina a girare...
eccioè, la parabola discendente di un pazzo sparato per aria dalla logica.
ecchime, ancora e sempre, a comunicarvi che, dal mio punto di vista, la cosa è uguale in perpetuo a se stessa, e l'essere profondo della realtà semantica, non ha alcuna attinenza con le sinapsi usurate del mio cervello.
no.
la realtà è che altrove da questo buio angolino cybernetico, io ho una vita, ed a voi tutti non è dato sapere quale, in cui sono realizzato e felice.
non mi resta che trovarla e viverla.
pace, amore, delirio psicotico, zen.
ecchime, ancora e sempre, a comunicarvi che, dal mio punto di vista, la cosa è uguale in perpetuo a se stessa, e l'essere profondo della realtà semantica, non ha alcuna attinenza con le sinapsi usurate del mio cervello.
no.
la realtà è che altrove da questo buio angolino cybernetico, io ho una vita, ed a voi tutti non è dato sapere quale, in cui sono realizzato e felice.
non mi resta che trovarla e viverla.
pace, amore, delirio psicotico, zen.
14.11.05
lode della consapevolezza alcolica e del tetraidrocannabinolo
sabato sera.
festa di una mia compagna di classe, che ha offerto una pizza a molti di noi indigenti scrocconi.
vabbè.
in seguito, piccola sosta dal curdo, svariati rum e pera, accompagnati da occasionali whiskey.
e così cominciò la discesa.
con passo barcollante, verso un'altra festa, solenne imbucata, e gin lemon ascrocco fno ad esaurimento scorte.
lieto della vita e del calore che i fumi dell'alcol mi avevano rovesciato cantando nelle vene, discretamente brillo, mi avvio come un santone sù per la salita, fino al centro, di nuovo.
di nuovo, sembrandomi scortese fare altrimenti, mi fermo a salutare il curdo.
e ci resto per un po'.
giuro che, a questo punto, mi sarei anche accontentato della cionca maestosa che avevo in corpo, e sarei tornato, dopo una mezzorata di cazzeggio alla sip, a casa, con buona pace.
sennonchè, il destino proteiforme e a volte sciaguratamente benigno, mi fa incontrare un mio amico alquanto cionco anche lui, e la sua ragazza, lucida abbastanza da procurarci dell'ottimo fumo.
non sono in condizioni di rifiutare: appoggiandoci gli uni agli altri raggiungiamo un posto isolato.
tre spinelli dopo, il mio corpo non è più mio, e la botta è talmente alta che sento beati cori angelici, mentre ci lanciamo in discussioni sulla natura teoretica dell'anarchia ed altre amene cazzate.
il mondo gira, e scopro empiricamente ciò che galileo sapeva solo in teoria.
mi diverto come un cretino.
arranco per il centro, e con un discreto ritardo sul coprifuoco, rientro a casa.
ovviamente, seguono promesse dei miei che non uscirò mai più, e mezz'ora di vertigini e ombre vortiicanti sopra il letto, prima del sonno.
lo so.
per alcuni di voi sono solo un insensato beone.
borghese, disadattato, incapace, fannullone.
esatto.
ma non me ne frega niente.
perchè, ad un certo punto, sono sicuro, il fango scivolerà via, e troverò la luce ancora più abbagliante.
però, per adesso, il mondo mi ha ancora in suo potere.
festa di una mia compagna di classe, che ha offerto una pizza a molti di noi indigenti scrocconi.
vabbè.
in seguito, piccola sosta dal curdo, svariati rum e pera, accompagnati da occasionali whiskey.
e così cominciò la discesa.
con passo barcollante, verso un'altra festa, solenne imbucata, e gin lemon ascrocco fno ad esaurimento scorte.
lieto della vita e del calore che i fumi dell'alcol mi avevano rovesciato cantando nelle vene, discretamente brillo, mi avvio come un santone sù per la salita, fino al centro, di nuovo.
di nuovo, sembrandomi scortese fare altrimenti, mi fermo a salutare il curdo.
e ci resto per un po'.
giuro che, a questo punto, mi sarei anche accontentato della cionca maestosa che avevo in corpo, e sarei tornato, dopo una mezzorata di cazzeggio alla sip, a casa, con buona pace.
sennonchè, il destino proteiforme e a volte sciaguratamente benigno, mi fa incontrare un mio amico alquanto cionco anche lui, e la sua ragazza, lucida abbastanza da procurarci dell'ottimo fumo.
non sono in condizioni di rifiutare: appoggiandoci gli uni agli altri raggiungiamo un posto isolato.
tre spinelli dopo, il mio corpo non è più mio, e la botta è talmente alta che sento beati cori angelici, mentre ci lanciamo in discussioni sulla natura teoretica dell'anarchia ed altre amene cazzate.
il mondo gira, e scopro empiricamente ciò che galileo sapeva solo in teoria.
mi diverto come un cretino.
arranco per il centro, e con un discreto ritardo sul coprifuoco, rientro a casa.
ovviamente, seguono promesse dei miei che non uscirò mai più, e mezz'ora di vertigini e ombre vortiicanti sopra il letto, prima del sonno.
lo so.
per alcuni di voi sono solo un insensato beone.
borghese, disadattato, incapace, fannullone.
esatto.
ma non me ne frega niente.
perchè, ad un certo punto, sono sicuro, il fango scivolerà via, e troverò la luce ancora più abbagliante.
però, per adesso, il mondo mi ha ancora in suo potere.
9.11.05
5.11.05
letargo
salve, fratelli di ogni dove.
nonostante tutto ciò che può sembrare, nonostante ogni disordinata apparenza, ogni riflessione cervellotica ed ogni tessitura poetica del reale, sono ancora fra voi, e mi sento abbastanza bene.
(ancora)
è sabato.
fuori piove (è sabato...)
io sono quì.
davanti al fuoco.
e
con del sacro rock nelle orecchie,
leggo poe.
perchè pure quaggiù c'è pace,
a volte.
nonostante tutto ciò che può sembrare, nonostante ogni disordinata apparenza, ogni riflessione cervellotica ed ogni tessitura poetica del reale, sono ancora fra voi, e mi sento abbastanza bene.
(ancora)
è sabato.
fuori piove (è sabato...)
io sono quì.
davanti al fuoco.
e
con del sacro rock nelle orecchie,
leggo poe.
perchè pure quaggiù c'è pace,
a volte.
2.11.05
world finest trick: real
l'aria torna a farsi cupa.
e piena di un respiro che non è il mio.
odio essere generato.
la città è vuota di anime.
venga la morte rossa nel suo costume allegro.
la città è vuota di anime.
venga la notte rovente dei sensi e del dolore.
il pensiero è una ruota stolida.
la logica una catena.
viva la dittatura
della chimica sul cervello.
la luce disegna le ombre
e deride i sogni
le viscere nel buio
reclamano tutto il potere
un teatro idiota
di allegri sorrisi vacui
fatti di denti
e certezze torbide
non ce la faccio più.
m'è presa malissimo.
se arrivo a dopodomani vi faccio sapere.
p.s. mi serve assolutamente una ragazza, gente, e non ho la forza di trovarmene una.
'fanculo tutto.
e piena di un respiro che non è il mio.
odio essere generato.
la città è vuota di anime.
venga la morte rossa nel suo costume allegro.
la città è vuota di anime.
venga la notte rovente dei sensi e del dolore.
il pensiero è una ruota stolida.
la logica una catena.
viva la dittatura
della chimica sul cervello.
la luce disegna le ombre
e deride i sogni
le viscere nel buio
reclamano tutto il potere
un teatro idiota
di allegri sorrisi vacui
fatti di denti
e certezze torbide
non ce la faccio più.
m'è presa malissimo.
se arrivo a dopodomani vi faccio sapere.
p.s. mi serve assolutamente una ragazza, gente, e non ho la forza di trovarmene una.
'fanculo tutto.
1.11.05
samhaine
gran celebrazioni, per samhaine, e onore ai morti.
a loro la nostra ebbrezza, nella notte in cui visitano la terra.
ed il cielo è sceso a dormie da me, con la sua donna.
il batizado è finito.
non conosco il suono della mia voce.
ho teso reti dorate com ghirlande di parole fra le stelle, e loro se ne infischiano.
salve a tutti, insomma, perchè di nuovo e per sempre sono un bhikku, per quanto disgraziato e vizioso.
nel mio animo ho schiacciato l'invidia con l'ego. e ciò non è bello.
ed ho pensato a lungo sopra cose immeritevoli
se ciò che scrivo pare non avere un senso, probabilmente non e ha davvero.
la medesima via porta al cielo ed alla ghenna.
a loro la nostra ebbrezza, nella notte in cui visitano la terra.
ed il cielo è sceso a dormie da me, con la sua donna.
il batizado è finito.
non conosco il suono della mia voce.
ho teso reti dorate com ghirlande di parole fra le stelle, e loro se ne infischiano.
salve a tutti, insomma, perchè di nuovo e per sempre sono un bhikku, per quanto disgraziato e vizioso.
nel mio animo ho schiacciato l'invidia con l'ego. e ciò non è bello.
ed ho pensato a lungo sopra cose immeritevoli
se ciò che scrivo pare non avere un senso, probabilmente non e ha davvero.
la medesima via porta al cielo ed alla ghenna.
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