sabato sera.
festa di una mia compagna di classe, che ha offerto una pizza a molti di noi indigenti scrocconi.
vabbè.
in seguito, piccola sosta dal curdo, svariati rum e pera, accompagnati da occasionali whiskey.
e così cominciò la discesa.
con passo barcollante, verso un'altra festa, solenne imbucata, e gin lemon ascrocco fno ad esaurimento scorte.
lieto della vita e del calore che i fumi dell'alcol mi avevano rovesciato cantando nelle vene, discretamente brillo, mi avvio come un santone sù per la salita, fino al centro, di nuovo.
di nuovo, sembrandomi scortese fare altrimenti, mi fermo a salutare il curdo.
e ci resto per un po'.
giuro che, a questo punto, mi sarei anche accontentato della cionca maestosa che avevo in corpo, e sarei tornato, dopo una mezzorata di cazzeggio alla sip, a casa, con buona pace.
sennonchè, il destino proteiforme e a volte sciaguratamente benigno, mi fa incontrare un mio amico alquanto cionco anche lui, e la sua ragazza, lucida abbastanza da procurarci dell'ottimo fumo.
non sono in condizioni di rifiutare: appoggiandoci gli uni agli altri raggiungiamo un posto isolato.
tre spinelli dopo, il mio corpo non è più mio, e la botta è talmente alta che sento beati cori angelici, mentre ci lanciamo in discussioni sulla natura teoretica dell'anarchia ed altre amene cazzate.
il mondo gira, e scopro empiricamente ciò che galileo sapeva solo in teoria.
mi diverto come un cretino.
arranco per il centro, e con un discreto ritardo sul coprifuoco, rientro a casa.
ovviamente, seguono promesse dei miei che non uscirò mai più, e mezz'ora di vertigini e ombre vortiicanti sopra il letto, prima del sonno.
lo so.
per alcuni di voi sono solo un insensato beone.
borghese, disadattato, incapace, fannullone.
esatto.
ma non me ne frega niente.
perchè, ad un certo punto, sono sicuro, il fango scivolerà via, e troverò la luce ancora più abbagliante.
però, per adesso, il mondo mi ha ancora in suo potere.
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5 commenti:
testimonio sulla veridicità del suo report......................
bella umba...
tu sì che eri sobrio...
...lui che offriva faccia al vento, la gola al vino e mai un pensiero... non al denaro, non all'amore né al cielo... lui sì, sembra di sentirlo cianciare ancora delle porcate, mangiate in strada nelle ore sbagliate, sembra di sentirlo dire al mercante di liquore... Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?
i versi sono tuoi?
se no, di chi?
belli.
compra o cerca in casa un bellissimo album di de andrè intitolato "non al denaro non all'amore nè al cielo". è ispirato all'antologia di spoon river.
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