28.8.17

Know the Ledge

Ti amo ma sono in ritardo
Non ho saputo prima quello che so adesso
E adesso che so non ricordo più cosa provavo.

Il soggetto è un'illusione fragile. Per preservarla, ogni brandello refrattario all'integrazione informativa va represso, conservato in un bunker a tenuta stagna da qualche parte.

La necessità del soggetto non ha a che fare con la cognizione individuale, ma con l'integrazione sociale. Nella società esistono gli individui, nel cranio il caos. Il filtro che trasforma il caos in individuo, il fattore molti-a-uno, è il micco interiore, che freud chiama super-io, che l'uomo da millenni chiama la "persona", o "maschera".

L'idea che molte e diverse sintesi del molteplice innumerabile caotico che è la sostanza di ogni cosa - fuoco di eterna fiamma, miliardi di interazioni neuronali, flussi scatenati sul corpo senza organi - siano possibili, è ovunque. La ripetizione incessante fa parte dell'apparato che ne previene la realizzazione.

Ti fermi a contemplarla con un senso di liberazione: lo stesso senso di liberazione che provi quando un personaggio animato sullo schermo rivela la sua natura costruita sciogliendosi in un diorama psichedelico. Pensi di godere dei colori, di ciò che è, e invece l'unico godimento è l'assenza delle catene che non riconosci più come tali. Ecco come può il godimento apparire puro, slegato dall'essere e dal non essere, dato primario.

Che ogni senso di emancipazione - ogni gioia - non sia interrogabile, appaia e scompaia come fatto bruto, è un assioma del sistema del godimento intercambiabile, del Consumo Assoluto. L'idea è che Tu Stesso Sei al di quà e al di là del godimento, e vuoi solo discioglierti in esso. Eppure, per raggiungere lo stato in cui Tu Sei Reale (realizzato) devi appunto domare la realtà che sfugge in ogni istante al soggettivo e se la batte da ogni buco.

Ciò che sogni va realizzato: l'ideologia si smaschera da se, dal momento che la sua unica funzione è prevenire la soglia del proprio rovesciamento. L'affermazione del Sogno (americano, occidentale, indocinese, poco importa) ha un contenuto assai meno motivante e zuccheroso: ogni realtà è solo illusoria.

Vanity Fair: lapsus continui rivelano l'inconscio. Ecco il trucco! Dichiarare il vero, dal momento che il vero vibra alle giuste frequenze, confidando nella sua indistinguibilità dal falso. A che pro, parlare di vero e di falso? Non è forse ogni verità traumatica, ogni falsità consolatoria? E alla luce del Vero Godimento Generalizzato, il sogno non è forse l'unico obiettivo valido? A condizione che esso sia vero.

Non devi preoccuparti: se la questione politica si è spostata sul terreno dell'ontologia, ormai non puoi più riprenderla. Solo le avanguardie del pensiero possono disperarsi, il resto ha perso ogni possibilità di orizzonte logico.
Ogni cosa che ti è permesso pensare è già marcia.

Esiste un sapere del bordo, che è impossibile da ottenere o ricordare altrimenti. L'integrazione informativa è solo una assiomatizzazione generalizzate del teorema figura-sfondo. Tu non esisti, e nulla IN TE pensa. Che cosa significa questo, dal punto di vista concreto? Nulla.

E allora?
Allora basta.
Perché dovresti parlare o tacere? Perché dovresti astenerti o agire? Non fa assolutamente nessuna differenza, dal momento che non vi è differenza rilevante se tutto ciò che è, è, e viceversa.
Allora per quale motivo dovresti scriverne?
Per abitudine.

Non cercare la verità se non sai resisterle.
Ma cosa può resistere alla verità?
La resistenza alla verità è il falso.
Come lo è l'IO.
L'eliminazione dell'IO è necessaria dal momento che la verità dell'IO è una menzogna.
E implica che la menzogna esiste indipendentemente dall'IO che la pronuncia: oppure che la menzogna produce sempre un IO. E l'IO è esattamente lo scarto fra verità e linguaggio.

Se stai ancora leggendo queste righe, ti chiedo scusa.
Io non ce l'ho un piano per salvarci tutti
né uno per salvare me stesso.
Non voglio vendere nulla
Né essere felice.
La maggior parte del tempo spero di avere torto
E lotto perché non se ne accorga nessuno. Lotto per avere ragione. Perché non esiste ragione né torto. Ma non voglio farvelo pesare.

E allora? Non esiste merito né ricompensa. La vita e la morte, il moto e la quiete sono identici. Il bene e il male, l'uguale e il diverso, sono indistinguibili.
Per quale motivo dovresti preoccupartene?
Per quale motivo sedersi in Zazen?

Invidia lo scarafaggio, che cresce pasciuto nel residuo radioattivo, e non si preoccupa della sua progenie con due teste.
Ciò che è, è.
E viceversa.

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