un inquadratura dice più di mille parole, il rispetto è questione di nervi saldi però.
questo sono io nell'angolo, e quella è la mia bottiglia.
"cosa fai? ancora?"
fatti i cazzi tuoi.
mi irrito quando le obiezioni che mi fanno sono sensate, moralmente valide e socialmente costruttive. lo trovo un sudicio anacronismo, nel mondo del fà come ti pare.
non avete visto un tizio con i capelli verdi passare di quì?
personalmente, sono stufo di popstar giapponesi dai tatuaggi rosa shoking che mi vengano a fare la predica sull'anima del mondo rotolando sul sofà, che poi si smolla e tocca a me togliere le briciole di lacca dal rivestimento.
mi fa anche la predica, lo stronzo:
"criminale è il vino ad 1.70 euro, generazioni troppo ubriache per fare la rivoluzione. eccovela, la lotta ai narcotici: praticamente, protezionismo dei grossi produttori/trafficanti, e quel tanto di pene amministrative che rendono sconveniente l'affare ai piccoli risparmiatori."
io una volta ero fiero di chiamarmi legba, balzellavo felice e molleggiato sulle vie dell'illuminazione.
poi, un pulman di turisti norreni albini battente bandiera vaticana mi ha superato strombazzando.
e quello fu, in effetti, l'inizio della fine.
in verità vi dico:
il vostro coraggio è solo mancanza di immaginazione.
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