su, su, è venuta l'ora di alzarsi, volgere i propri pensieri al destino splendido che ci aspetta.
forse, però, è meglio rimanere a letto, ancora un po'. ancora un po'.
finchè non avrò chiaro chi sono, e cosa ci faccio quì.
ho il cervello sfasato di sette minuti rispetto a tutto il resto del mondo.
devo ancora capire se in avanti o indietro.
per il resto, non c'è nessun resto.
credo.
vado in pezzi, semplice come la morte, un brandello dopo l'alro, una scheggia per volta.
e rimpiango tutto quello che sono stato, per quanto poco.
non ci sono più le cosmologie ontologiche di una volta.
nè le mezze stagioni.
ho difficoltà a separare il grano dalla crusca.
così mischio il tutto, e faccio moralità biologica.
mah, non saprei se vale la pena fottersene e passare delle intere giornate di flash ininterrotto solo per vedere i diecimila campi ad oriente illuminati dalla luce di dio, ma suppongo di si.
Legba(?) che prima o poi se ne torna alla polvere davvero.
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