27.8.07

K.Ohh

ho passato la festa giocando a essere fucilato. facevo con la bocca il rumore del plotone, curavo con zelo l'inclinazione della benda.
"faccia al muro, codardo!", mi dicevo, e strattonandomi mi escoriavo il naso contro l'intonaco ruvido.
"aaaaaaat-tenti"
ed ecco: i soldati in giubba blu e rossa caricano, mettono il ginocchio a terra, spianano i moschetti.
ed ecco: le pallottole fischiano nell'aria, sbrindellano l'intonaco, attraversano ossa e tessuti, aprono vene e sforacchiano organi.
spesso, cadevo a terra col naso sanguinante per l'autosuggestione, gridando tuttavia: libertè!, l'ultimo spot pubblicitario della Gauloises.

sono tornato ora in città, col cappello sulle ventitrè, sei minuti e tredici secondi, che pencola sul cocuzzolo brullo del ribollente cranio. ho guadagnato un buon colorito dorato, come quello che i libri di cucina raccomandano per la crema odorosa di cipolle e miele.
cosa altro dire? non sono stati momenti indimenticabili, tranne un paio, ma molto piacevoli sì. ricchi di suggestioni, congestioni ed autogestioni. una delle mie facce si è strappata, ed io trovo molto liberatorio il rattoppo.
saluti alla gente di polonia, e alla calabria saudita, che brucia indefessa, Diablo!

faccio ciao-ciao con la manina ai fratelli lontani, e allungo jab luccicanti di ninnoli e acciaieria ai cugini delle adiacenze logistiche.

I love my broken coconut ring, Baby

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