3.1.09

la vengeance du casse-croute

Sono tre notti che non dormo.
In genere, mi infilo in uno scantinato, e parlo e rido e bevo, e gioco forte, e ballo duro.
Lo faccio tutta la notte, al buio delle candele tremule, o nell'eternità di plastica del neon.
Piroette e balzi, senza fermarsi, senza pensare; folli corse curve, da far rabbrividire il semiasse della Poderosa.

Alle nove del mattino riprendo la strada di casa, con le occhiaie scavate nella carne profonde e nere.
Arrivo come in un sogno, incapace di capire quando, come e perchè "oggi" sia diventato "ieri", eccetera.

Tutto questo mi serve.
Non vedi come mi guardo intorno, mentre intorno infuriano i festeggiamenti, come un futile querulo maelstrom mai spento?
Non vedi come nelle risate, dietro la musica, sul fondo di ogni bicchere, scruto il destino?
Sto cercando.
Lasciami andare.

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