Il Ritorno a casa di Doug dopo la guerra nucleare.
-Dicevano che non saresti tornato.
Per questo ho affittato la tua camera.
Adesso ci abitano due studentesse carinissime, dovresti vederle.
-Mio dio... cosa hai fatto agli occhi? Sembra che la carne ci sia ricresciuta sopra, come se non ne avessi mai avuti.
Ed hai addirittura la giacca macchiata.
-Ne stavamo parlando, ieri pomeriggio, al bar.
Rouen sorbiva l'aperitivo protendendo quelle sue sottili labbra blu, come per baciare l'orlo del bicchiere.
Lui sventolava le dita dicendo che eri praticamente morto.
E invece...
Beh, non è che tu sia proprio vivo, ora.
Non vivo come una persona normale, come un decente cittadino qualunque, no.
Però ti muovi, cammini.
Respiri, quasi.
-Posso dirti che le tue branchie mi danno il voltastomaco?
No, non se ne parla di tornare ad abitare quì.
Spaventeresti i vicini.
-Cristo, puoi smettere di masticare quel gatto? Hai cervello su tutta la faccia.
Quella a destra.
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