Era notte fonda, nel giardino dell'istituto superiore Gandhi.
Le alte reti metalliche modello kenia, tutto intorno, gettavano ombre incerte nel crepuscolo nevrotico dei neon, I fili d'erba si abbarbicavano uno sull'altro crudelmente, lentissimi.
Io, ascoltando immobile il suono del tempo, scioglievo i miei nodi, uno dopo l'altro.
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1 commento:
Eccheccazzo. Se mi apri ancora la testa così, andrà a finire che mi farai male. Stronzo di uno spinozista.
Stà 'nto l'tuo.
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