17.8.09

Era notte fonda, nel giardino dell'istituto superiore Gandhi.
Le alte reti metalliche modello kenia, tutto intorno, gettavano ombre incerte nel crepuscolo nevrotico dei neon, I fili d'erba si abbarbicavano uno sull'altro crudelmente, lentissimi.

Io, ascoltando immobile il suono del tempo, scioglievo i miei nodi, uno dopo l'altro.

1 commento:

renton ha detto...

Eccheccazzo. Se mi apri ancora la testa così, andrà a finire che mi farai male. Stronzo di uno spinozista.

Stà 'nto l'tuo.