La sincerità è roba da persone sedute.
Se però devo essere sincero, essere sincero non era il motivo principale di questo testo.
Nè chiaro, se è per questo...
Nè chiaro, nè sincero: quasi un vanto.
Tante cose cambiano, altre rimangono immobili al loro posto. Ma è l'interazione di alterazione e permanenza a giustificare il concetto di Metamorfosi.
Per esempio: Marcus prende una fionda, di quelle con il sostegno per il braccio, una bella fionda di acciaio brunito ed opaco, con l'elastico spesso e cilindrico.
Ovviamente, l'oggetto non ha nulla a che vedere con il rametto biforcuto in mano al preadolescente perso fra i vigneti.
Mi mostra le biglie d'acciaio, sorride. Tenendo ferma fra l'indice, il medio ed il pollice della mano destra l'estremità dell'elastico, distende lentamente verso il basso il braccio sinisto, assicurato alla fionda. Quando l'elastico è teso, solleva il braccio, chiude un occhio per prendere la mira.
E infila dodici grammi d'acciaio attraverso venti metri d'aria, un casco, una fronte e quattro dita di cervello.
Intorno, qualcuno urla qualcosa, c'è molto fumo.
Dall'altra parte della piazza un uomo è caduto a terra, suoi compagni lo soccorrono. Altri cominciano già a battere di nuovo sugli scudi di plexiglass con i manganelli, si riorganizzano.
Uno è già al telefono.
Marcus sorride, alza le braccia.
Gli sparano.
E quindi?
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