20.1.15

Fateci Ancora Schifo

Perché rinunciare alla caduta, quando appena comincia? Cosa combinare di peggio? La fine del mondo non è che un solido sogno, una realtà ineluttabile. Eccoci, grandi e piccoli, sull'orlo del mondo che ha smesso di venire.
Non riesco a farla semplice, eppure vi sono tanti modi. Una è smettere di dirti quello che faccio mentre lo faccio, smettere di agire su entrambi i lati. Fregarti o fregarmi, non entrambe. Nudo come un verme, o interamente maschera.
Un altro modo è: ridurre al minimo lo sforzo. Viversi sulle budella come un insetto, privo di intelligenza in assoluto.

Questo per dire che vi sarebbero ancora modi, e tempi, liberi dallo sconforto e dalla rassegnazione. Vi sarebbero estati e pianure, piogge e sole da godere senza pensare più a nulla, nella gloria assoluta del Nirvana.
Ed anche se siamo fra quelli - pochi - che una realtà così profonda e limpida sanno intuirla, sappiamo che non è destinata a noi. Noi abbiamo il segno, portiamo il Simbolo del Sintagma, la fame che lo accompagna, il dolore costante che è il soffio freddo del fato sulla pelle del profeta, la visione della nostra carne umida esposta sul bancone del macellaio, pronta per i denti profani di chi masticherà i nostri sogni lamentandosi del prezzo irrisorio.
Non è per noi la pace. Non è per noi la guerra.
Non possiamo avere requie, né una voce amica che dica ancora una volta: va tutto bene.

Una menzogna, una.
Una mezza verità.
Tutto ciò che sa di delicatezza ci è negato. Solo la Libertà Lurida, la Verminosa Verità Brutta e Brutale resta a raffreddare le notti già piene di sogni terribili.

E l'ambizione della salvezza, mai sopita, come acido che scorre fra il centro del dolore in mezzo alla fronte ed il centro del disgusto, giù nel ventre. Compagna fedele, inarrestabile, tramutata in puro tormento, impotente a cambiare di un unghia la realtà che ormai da tempo non ci appartiene più.

Nessun commento: