Yeah.
questa è la storia di oggi:
Una sera qualunque, alla Tortuga, l'isola senza santi, e centinaia d'eroi.
Ad un certo punto, il Brasiliano disse:
"ci sono degli spagnoli, in quell'angolo. Maledetta genìa senza nerbo, uccidiamoli, io dico"
"stai calmo- rispose Montbar, flemmatico- non ho ancora finito il grog, ed è quasi sera"
"Giustissimamente, per la barba di Baruch- interloquì Bartolomeo, che era colto come un olandese- andiamo piuttosto alla ricerca di un buon bordello, e del buon whiskey, che questo grog fa cagar le murene"
così, ce ne andammo svolazzanti di pastrani variopinti, zoccolio di gambe di legno sull'acciottolato, stridore di acciaio di uncini sulle bottiglie di grog, e il gorgoglìo orgoglioso di vecchi lupi di mare, intrisi di una sete salata e oceanica da non saziarsi mai.
Ravenau de Lussan scandiva la marcia ondeggiante, col ritmo del mare nelle gambe, e raccontava giulivo di rampini e palle di cannone, e di quando il povero Henry Morgan ebbe il sigaro tranciato a metà da una palla di cannone, infilatasi dritta nel casseretto attraverso i boccaporti, e impassibile se ne accese un altro. O di quando Bartolomeo, di ingegno sopraffino, beffò e sorprese senza colpo ferire un galeone battente bandiera portoghese, cavandone una tesoro regale, e fu trovato tre giorni dopo, sbronzo, avendo perso alla zecchinetta ogni cosa.
"perbacco, compagni, guardate, che bel paio di baffi, quel tipo laggiù."
"sei tu l'Olonese?"
"Ma certo"
"in guardia, canaglia, assassino"
Beh, non era difficile, persino allora ne avevamo mandata, di gente, a far compagnia al cugino belzebù. E, fatto assai fastidioso, ognuno di essi aveva parenti, ed amici, ed amanti.
Insomma, non potevamo far due passi senza dare una ritoccata alle decine di faide in corso; ma tant'è, il baluginìo sottile delle lame, e il crudele gioco degli affondi, era ciò che ci teneva vivi.
Tra l'altro, l'olonese era scaltro, e non ci mise poi molto: il tordo finì da tordo, inchiodato ad un muro.
Visitammo bettole su bettole, salutati dagli urrà tributati alle nostre leggende. Artisti, assassini e gran bevitori. Pazzi e bugiardi, certo, e pessimi cristiani. Ma beffardi, e beoni, e coraggiosi alla follia.
Ci trovammo ad un certo punto, seduti su una spiaggia buia. La testa ronzava un rondò, tripudio di ricordi riaffiorava dalle onde.
Morgan disse: a cosa pensi, Long John?
Risposi: a una donna bionda, al ventesimo naufragio, a un santone indiano che incontrai anni fa.
"e cosa te ne fai dei santoni? hai una nave e il vento, non basta?"
sorrisi, e gli raccontai come sarebbe diventato grande, e non gli sarebbe più bastato, non più.
Ce ne andavamo così, fra risse e bordelli, e botti di grog, e pugnalate alle spalle, per le ombre illuminate ad olio della più bella epoca della nostra vita, arabescata di danze, veleno, duelli alla sciabola e sangue a galloni.
era all'incirca il seicento, ed era quasi mattino.
Ah, com'era dolce il canto della filibusta, e vivere, e morire.
1 commento:
Le malattie non si guariscono.
Si azzerano.
E nulla chiedono per ritornare che una bottiglia di Bronxco.
Se sei malato, puoi farla credere a tutti che sei sbronzo.
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