e allora da capo.
il copione non cambia: con la dovuta attenzione, sollevandomi da me stesso di qualche passo, posso perfino sguire le cicatrici che il tempo ha lasciato nella maschera, i ghirigori delle notti insonni, più profondi i solchi dei giorni persi.
da capo.
lo sguardo e poi il respiro, il passo, il movimento.
le parole, una dopo l'altra, ognuna con il suo peso, ognuna con il suo accento.
i pensieri: ognuno a suo tempo, e come foschia che si dirada.
da capo.
La città è vuota, percorsa di echi.
Il mare la ricopre col suo odore, il mare livido di tensoattivi industriali, coperto di schiuma grassa e gialla.
Da capo:
ogni cosa è vuota, ogni cosa è sveglia, come deve essere e come può.
Ma forse, stasera, non è una buona scusa.
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