Ci vediamo in piazza, come ai vecchi tempi.
Io arriverò da in fondo, con le mani affondate nelle tasche della giacca di pelle, gli occhiali da sole contro i neon.
Tu, invece, dai vicoli che ricamano la collina, scenderai fino alla piazza in scioltezza, con la sizza già fumigante stretta fra i denti.
Ne avremo, da raccontare.
Come marmocchietti di un tempo, leali a se stessi, che si misurano a vicenda per capire quanto sono cresciuti.
Come dopo aver viaggiato si torna a casa per controllare che i libri siano in fila sullo scaffale, gli amuleti in fila sul comodino. Le stampe sul muro. Il letto ancora lì.
E' allora che realizzi davvero la distanza.
Ti tasti lo spirito, controlli di esserci ancora.
E capisci.
Che non importa, l'hai scampata di nuovo.
Rincontri i Localz che ti guardano strano, che non ti riconoscono alla prima, e si vede che l'accento gli fa strano.
Perchè di botto tu li capisci e loro non capiscono te. Roba che si paga cara.
E' come un odore.
Puzza di bangkok.
Il baretto ha chiuso, ci hanno fatto un disco-pub.
Facce nuove in giro.
Io arriverò da in fondo, fischiando una ballade, tu calerai dalla collina come per sbaglio.
perchè uno è uno, è uno.
Ma due, sono già un branco.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
1 commento:
Capisci che non puoi decidere tu quando spegnerti,
che i ritorni,quelli veri,ti ungono la strada
e che è bello camminare con le scarpe logorate.
Allora si,capisci che l'hai davvero scampata.
Posta un commento