Ed è passato quasi un mese da che il Povero Me, che è la Collosa Coerenza di Gesti Rarefatti, poso il suo ultimo piede scarso di ossa sulla terra dura dell'Apodissi.
Non parlo farcito tanto per fare.
Questo Blog cominciava un po' come comincia una crisi mistica, e finisce un po' come finisce un attacco di dissenteria, quando finalmente lo Stomaco Alieno di turno riesce a tenersi dentro qualcosa.
Una serie problematicamente estesa di oscillazioni costituisce lo Spirito del Progetto.
Contiamo:
Oscillo fra uno e molti, come chi debba prolungarsi in un Progetto Totale per forza. Non si fugge che per ritrovarsi: per molti versi il mito fondamentale di questa aggregazione è quello del ritorno instancabile. E la paranoia meccanizzante suggerisce che si potrebbe (immaginami digrignare un sorriso, nel pronunciare sussurrando le ultime parole)
PERPETRARE LA RIPETIZIONE FURIOSAMENTE!
sulle ossa e la pelle di innumerevoli repliche inutilmente umane dello Stesso Satori (SS).
Con ciò, il nazismo continua a farci schifo, ed altrettanto importante è l'unicità faustiana. Questa oscillazione, come ogni oscillazione, ha l'aspetto di un Doppio Vincolo.
Originalità e ripetizione infinita.
Egodistinguismo ed Assolutezza.
Oscillo fra estetica e rigore.
Non che non vi sia un estetica del rigore, una minimale rigidezza ascetica.
Tuttavia, se l'aistesis implica una collisione deliberata e priva di Senso Ulteriore, se per come la si intese una volta e per tutte la Necessità deve estendersi oltre i suoi atavici domini tautologici e Compiersi come Totalità...
Come si giustifica l'inevitabile doppiezza, l'Accenno dell'Asceta al Superamento della Mistificazione?
Nessuna profondità è permessa a ciò che è Uno.
E tuttavia non riesco ad immaginare il mio Proprio Percorso che come un superamento di qualcosa in qualche direzione, tramite astensione da un (qualcos'altro che almeno il mio sdegno designerà come) Idolo, da tutti gli idoli.
E fino a qui sono due.
(Controlla che il vecchio respiri. Magari nel frattempo è morto).
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