credo talvolta che si tratti di un qualche strano fenomeno di proiezione.
nel momento in cui sto collassando su me stesso, ed il nervosismo gonfia i bicipiti
(allenamenti nevrotici, duecento flessioni per dimenticarsi di pensare): vualà, un angelo con i lucchetti sulle scarpe.
sensazione: odore di mattino quando l'orizzonte esplode di azzurro e luce fra le colline.
così, trovo la forza di zompettare incerto per la città, e raccattare le mie due-tre necessarie compagini sociali. voglia sottopelle di girotondi alcolici.
cosa dire? mi ripeto.
Chi è felice, deve stare zitto.
Chi si illude, invece, può parlare a rotella, ma solo per rileggersi e andare a scrostarsi il cranio contro l'intonaco della motorizzazione civile, una volta che il velo sollevato mostrerà a perdita d'occhio solo Realtà.
così, ho solo da scegliere.
Peace.
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1 commento:
Almeno si respira
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