questa è la storia del solido legba, uomo fechado, con lo zen nascosto sotto i capelli, che si ritrova di botto su e giù per altre colline.
lo trovi, con lo sguardo soddisfatto di chi non sa nulla della sete nel mondo, appollaiato sul terzo scaffale del reparto oggetti smarriti. Lo trovi, semidisteso sul selciato, triste come un giullare fra panchine vuote.
Lo trovi in biblioteca, che infila le parole in colonne verticali, guardandole sciogliersi come soldatini di plastica in una padella di ghisa.
Lo trovi in stazione, mentre aspetta un treno che non tornerà, e corteggia fantasmi dai capelli neri.
Lo trovi piegato in due dal dolore, con gli occhi sbarrati e il cuore morto, che ripete con la voce bizzarra di un sordo dalla nascita:
Ti perdono, nemico mio, ti ho odiato davvero con tutta la forza, e mi mancherai.
Ti perdono, fratello. Il tuo sangue è il mio sangue, quello che ti lascio fra le pietre.
Ti perdono, maestro. Sarò la tua vergogna, ciò che tu non sei stato.
Ti perdono, sorellina. Non dimenticare mai.
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2 commenti:
...altre colline...
:)
..vai cocco.
Non ti ho conosciuto abbastanza ma mi avrebbe fatto piacere farlo.
Non sono tuo nemico,
sono forse tuo fratello, ma il mio sangue è acido e non sempre fa presa con tutti,
non sono certo tuo maestro
e purtroppo neppure tua sorella.
Sono uno fra i tanti, ma sicuramente ti apprezzo e tra l'altro, mentre aspetto taciturno il mio treno alla stazione, ti voglio bene.
Buona fortuna per le tue salite e le tue discese, le colline sono così, fatica e distensione, affanno e sorrisi, paura e ardimento.
E buona fortuna per il tuo cuore morto, ché qualcuno o qualcosa presto gliela svolti.
Alla prossima giramondo..
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