cosa ne parliamo a fare?
Lo sapete, no? Le parole sono inflazionate.
Enormi mucchi di carta al macero, che ingiallisce lentamente, deserti risuonare di vane voci.
ecco, sognavo di essere rimasto muto, cieco e sordo, in mezzo al mondo, e di andare in giro toccando le cose, premendo il viso contro il vetro di finestre che non mi aprono più alcun orizzonte.
Le storie sono sempre uguali, almeno quelle che so raccontare io.
E sono anni che parlo.
ecco: sognavo di una notte che non finisse più, e andando così alla ventura per caso trovare un dio beffardo con il mio stesso taglio di capelli, e togliere di mezzo i miei amuleti, per farmi una buona volta azzannare dal destino, e sentire nella bocca ferina il mio stesso sapore.
Che cosa scrivo, più, e per chi?
Non più tardi di ieri, ancora una volta : "sei un ragazzo finto, e ti atteggi troppo"
Vero. Perfettamente, ragazza. Ma tu non sai quanto mi è costato, quanto ci ho messo e quanto ci tengo.
Dillo a tutti, quì, ti prego.
Cosa è successo al vecchio Legba, beone da battaglia?
Nulla.
Non gli è successo più nulla.
E alla fine è morto.
E ora?
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1 commento:
continua a scrivere per me, che non ho mai commentato e ti seguo da tanto. oh se è vero che fingi, quanto è estetica la tua finzione!
se un grammo della mia ammirazione virtuale potesse raggiungerti, ti stimeresti un genio.
io provo.
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