24.11.08

L'orizzonte è una retta fregata

7.45 Sveglia del cellulare.

Allungare la mano verso il tavolo, sopra la testa.

Occhi chiusi. Non aprire gli occhi.

Un tasto a caso.

Silenzio.

Fa terribilmente freddo

Scivolare (scivolare dove?)

Mi sveglio, sono le nove di sera, è terribilmente tardi, paranoia alla bocca dello stomaco.

Aprire gli occhi, cazzo, aprire!

Il cellulare è sul cuscino.

Praticamente in bocca.

come si fa a capire se ti sta venendo un cancro al cervello?

Sono le 7.50

Occhiata in giro.

La finestra è aperta. Ci saranno cinque gradi.

scendo dal letto e chiudo la finestra. Prendo i libri, vado a lezione.

Mi sveglio. 8.15

Quì non si combina nulla.

Ammettilo:"Quì non si combina nulla"

Clausewitz dice: "ce la puoi fare , figliolo"

Julius ridacchia "fregatene"

La radio è sotto il letto. Lo so. Non ricordo come ci sia arrivata ma lo so. Ed è pronta a dare il massimo.

Accesa.

Ed è il suono della mia giovinezza, dritto fuori dalle casse della radio da camion.

Joe Strummer. Mick Jones. Paul Simonon. Topper Headon.

Precipito giù dal letto contorcendomi, e striscio fino in bagno.

Realizzo che non è saggio strisciare nel bagno di casa mia.

Doccia e recupero di consapevolezza.

Fuori piove, cielo bianco da fare paura, luce come fuliggine, senza ombre nè direzione.

Qualcuno urla. E' Joe?

E via così.




il titolo non è mio. E' di un tizio che se lo citassi senza dichiararlo mi accoltellerebbe. Non scherzo.

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