Ieri mi sono svegliato in uno strano luogo. Avevo gambe e braccia assurdamente lunghe ed ossute, come lunghi rami bianchi, e occhi enormi, come oceani di dimenticanza e gioia.
Intorno, il mondo si stendeva ben regolare, digradando con dolcezza ed altrettanto dolcemente disponendosi in alture.
Riuscivo a sentirne sulla lingua il sapore, umido e febbrile, e a seguirne con la coda dell'occhio tutti i segreti movimenti.
Dopo lungo tempo trascorso in osservazione, assorbendo lentamente aria gelida nel mattino, si destò in me il desiderio di conoscere, così mi incamminai lungo una strada già segnata da altri piedi, una lunga strada nera disegnata nella pianura bianca secondo curve larghe e molli, e mi persi in città costuite di lamiera e bitume, tenute insieme dalla crudeltà e dal vizio, gemelle di mahagonny senza storia.
imparai a riconoscere ogni meschina passione, ogni venato insulto che dall'uomo, per l'uomo e sull'uomo sia mai stato sperimentato.
Vidi stazioni di servizio in mezzo al nulla, e un uomo con una vecchia camicia a quadri fregarsene di non esistere.
Quando arrivai in fondo, la strada era scomparsa, sostituita da un labirinto di sobborghi purulenti e antichi. Tanto più segnati dalle rughe dei secoli in quanto generati dall'inesplicabile voglia umana di novità, e la fine arrivò nell'ennesimo sempre uguale vicolo.
Quando sentii come le mie lunghissime e ceree membra si erano consumate nel cammino, indebolite dalle lunge privazioni e dai bagordi, quando mi accorsi che più nulla si specchiava nei miei occhi, pieni al colmo di memoria melanconica e languore.
Allora, compreso il senso ultimo del vagare, mi sedetti in mezzo alla strada, sul portico bronzeo dell'Ultima Dimora del Mondo.
Tesi la mano, e guardai in eterno il mondo passare.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
2 commenti:
ma poi cosa resta,a te spettatore,dell'opera se non la puoi commentare con nessuno?e a te attore cosa te ne viene se alla fine dello spettacolo non puoi tornare ad essere te stesso?
Tutto. Nulla. La tristezza del giullare e il sorriso del giocatore di solitari.
Posta un commento