28.9.08

ci sono canti che non si dimenticano

bah.
Sai, la leggerezza? Beh, la leggerezza la si suda.
Sai, il coraggio? Il coraggio esce col sangue.
Sai, la disinvoltura? Tutte lagrime.

in questo momento, il vostro bhikku coperto di amuleti magici, con i suoi occhi di vetro freddo ed i nervi sbucciati dall'odio nevrotico in cui passa le giornate, ha poca voglia di tenere comizi, raccontare storie, inventare immagini.
Oggi, soprattutto, Legba il vecchio, Legba il tisico, fa domande e si sfoga.

Certo, gli sfoghi sono letterariamente una forma degradata di composizione, ma, in sostanza, chissenefrega.

QUalcuno di voi sa di cosa sto parlando?
Ritorno al discorso dell'anima da pezzenti.
(Alle persone piaci se sorridi, se ti sforzi di sembrare te stesso, se sei semplice così che possano sentirsi intelligenti, se sei bello ma non troppo più di loro, se parli schiettamente, ma con ammirazione.)
Ritorno al discorso del fallimento che ho dentro le ossa.
(Alle persone non piaci quando parli complicato, quando le correggi, quando hai ragione, quando le umilii, quando si sentono in soggezione, quando sei così brutto e misero da metterle a disagio)


Ma ci sono canti che non si possono dimenticare.
E finchè il Bhikku avrà voce, finchè gli resterà fiato, e l'eco a rispondere, si strapperà il petto intonando ballate.


"Le persone non esistono"
Legba

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