Cambia il ritmo, di botto, e tu che ti muovevi sciolto d'improvviso hai i crampi e la pelle bruciata.
Cambia il tempo, e in due ore ti finiscono i giorni, come una bobina impazzita.
Cambia lo spazio, e la luce smette di muoversi in linea retta.
In fondo, però, ho ancora le mani in tasca e sorriso sotto il cappello.
Mentre vedo i palazzi creparsi e crollare in nubi di polvere impalpabile.
In fondo, però, tutto cambia per restare uguale, e l'immobilità è il vero progresso.
Così, tengo sulle carte l'unghia, e mentre pile su pile di fiches si ammucchiano al centro del tavolo, gioco come un dio impassibile, che si sputtani l'all in senza guardare le carte.
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