Per i Movimenti spastici. Per i Desideri ellittici.
Per tutti coloro che ricevono parole senza suono con la singolare confortevole sensazione che l'idioma da all'idiota che parlandolo lo conosce.
Per tutti coloro che ridacchiano, sputacchiano, vivacchiano, e fanno qualunque altra cosa con una desinenza sciatta che andrebbe scambiata per grunge. Ma suona fin troppo d'accatto anche per quello.
Per tutti coloro che si nascondono. Da cosa, poi.
Per gli amanti proiettivi. Per quelli che ti fanno ridere quando sei triste. Per i tuoi fottuti migliori amici.
Per lo spasmo delle mie budella cariche di inesausta bile. Per la triste baraonda alcolica. Per i muscoli della faccia che mi tirano le labbra quando incontro qualcuno che conoscevo una volta.
Per le fottute inazioni, alienazioni, abbrutimenti.
Per la perdita incolmabile di tempo che drena i miei entusiasmi in una melmosa indifferenza.
Per le notti siderali. Per i ricordi persi.
Per i sogni materici, rischiosamente reali. Per la consistenza acidula della pelle altrui attraverso vestiti d'occasione.
Per la struttura. Per la sovrastruttura. Per la puzza di fame. Per il feticismo.
Per la fottuta razza umana, che disconosce, disconosce, disconosce la sua misera gandezza, la sua grande miseria, e si crede, si crede, si crede: superiore ai bruti perchè capace di rassicurarsi riconoscendo simboli.
Io provo (schifo) orrore.
Dal Diario del terribile errore di Leggie Lamoor, anno tredicesimo
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