11.12.10

5 punti sulla scrittura di guerra.

§1 Un bollettino dal fronte è necessariamente lirico.
(Scrivo con i mezziguanti mentre le falangi gelano.)
Un bollettino dal fronte non dice l'atmosfera, sputa via frammenti di reale, quelli pericolosi. Non c'è spazio per nostalgie varie, riverberi, puttanate acustiche.
Quì è dove le storie finiscono e basta. Non ci sono svolgimenti. Solo un arbitrario taglio netto.
Quì è dove si incrociano il confine e la strada. Di quà dal confine la strada porta a casa, di là dal confine no. E' per questo che noi si suda sangue.
Un bollettino dal fronte non dice il terrore. E' sottinteso e comunque sconveniente.
Spesso, un bollettino dal fronte non dice niente.
Perchè in fondo lo spazio della descrizione manca. E nell'urgenza, il bisogno spingerebbe ad un futurismo ridicolo.

§2 Gli intellettuali hanno paura delle guerre. La paura spesso è intollerabile, e viene sublimata in illusione di controllo.
Gli intellettuali in genere nelle guerre muoiono. Non c'è niente di più indifeso e ridicolo e pomposo di uno che si dice artista, fra persone che invece di dirsi si uccidono.
L'illusione di controllo spesso diventa descrizione.
Gli intellettuali descrivono perchè si illudono ancora che un codice organico possa riconciliare la realtà, renderla armonica.
Che come al tempo della creazione, possedere il Nome significhi controllare la Sostanza, imprigionare il Dèmone.

§1.1 Un bollettino dal fronte non è conciliante. E' pieno di errori tipografici, grammaticali, sintattici.
Il tizio che correggeva le bozze ora sta tornando a casa in tre casse di zinco separate.
Un bollettino dal fronte va dritto al punto.

§3 Il problema geometrico sotteso:
Il fronte era una linea quando noi eravamo di quà e i crucchi/mangiarane/rosbeef eccetera, quelli che parlavano una lingua strana ed avevano divise cucite meglio, di là.
Ci si sparava addosso, da una parte all'altra della linea. Occasionalmente, si superava la linea, si appropriava qualche metro di terreno, si riconsiderava il fronte e daccapo.
In realtà, la linea in questione era curva, chiusa intorno alla terra che si chiamava "nostra". O "Patria" o "Stato" o "Nazione". Oppure chiusa intorno alla terra che si chiamava "Loro". O "Territorio nemico". C'era comunque un dentro ed un fuori. Un interno, un esterno.
A volte, c'erano barbari.
I barbari erano difficili perchè arrivavano semplicemente, e non avevano una linea loro da dover aggiustare avanzando. Venivano giù e attraversavano razziando, senza stare a pensare ad un dentro/fuori da difendere/attaccare.
Poi, il fronte è cambiato. Si è sfilacciato, esteso. E' diventato complesso. O meno complesso.
Perchè ora il nemico non è più nemico. Non è fuori, ma dentro. Il nemico è un pattern di attivazione.
Si combattono modalità di connessione sociale, memi, disposizioni di mercato, economie politiche, vibranti mitologie. Sullo stesso terreno, sovrapponendosi, contaminandosi.
E' difficile.
Sangue si sparge ugualmente. E sono sicuro che qualcuno sta vincendo, perchè io sento di essere sconfitto.

§3.1 E' un fronte puntiforme, gravitazionale, che distorce i temerari attacchi dei nostri e glieli infila nel culo in orbite circolari. E' un gioco antistrategico, ipertattico.
L'obiettivo è cambiare le regole, o torcerle fino a spezzarle. (Il primo pragmatico-esistenziale. L'altro estetico-apocalittico.)
Pensare non serve a niente, in senso assoluto. E' utile, invece, sognare uno tsunami e svegliarsi presto al mattino.

§1.2Qualunque cosa è un bollettino dal fronte. Il fronte è ovunque. Sangue viene versato.
Un bollettino dal fronte che non sa di esserlo dice in modo opaco: "io sono morto". Un bollettino dal fronte che sa di esserlo dice in modo lucido "io sono morto". Un bollettino dal fronte che annuncia un attacco dice in modo opaco la sconfitta.

§4 C'è un unica tattica adeguata. E' lo Spinozismo. Il Poujadismo. L'Iperclausewitz. La Triplice Bestemmia del Maggiore Grubert. Il Sutra della Sconfitta.

§5 Ogni strategia possibile è destinata all'obsolescenza già nell'intuizione originaria.

§4.1 La vittoria non è logicamente concepibile. Il vantaggio di una tattica adeguata non sta nelle maggiori probabilità di vittoria.

§1.3 I bollettini dal fronte sono divertenti.

1 commento:

renton ha detto...

deopacizzato, quasi.
la lucidità ti premia, ti fa premio.

un bolletino dal fronte non lo vuole nessuno, perché di guerra e di amore non si deve parlare mai.
il bollettino dal fronte ha chiamato l'amica di mia nonna "firmina".