11.4.11
Dull
Tremendo cielo sotto i ponti, tremende ripercussioni nello spazio estatico dei sei minuti. Esattazione delle forme verbali: trascinante e' il gelido meriggio, bestiale. Quando perso senti te stesso come un pezzo di carne vuota, ridacchiati la tua bella vertigine palustre fra le fauci sgangherate. Non si puo' sfuggire all'inevitabile che per qualche istante di disgusto. Il terrore non e' mai incorporeo. L'estasi non si serve in caraffe da venti litri. Lessico sessuale come se piovesse. Squallido ministro del Wu che si lecca l'enorme escrescenza falloide. E' un business serissimo, se ci pensi (non troppo.) E' la dispersione casuale della mia trista figuretta salterina. Il biondo che ora ha smesso di ridersela in un angolo, e soffre. Verbi e Vibre. Vortici e Tricomi. Per tutto il resto, chiamami a casa. Ciao.
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