18.10.12

prima

...svoltare a destra o a sinistra, per esempio, devi deciderlo prima dell'incrocio. Altrimenti vai lungo, incocci la colonnina, accartocci il veicolo, perdi sangue e coerenza.
Il sangue da qualche parte si recupera, ci pensiamo noi, la coerenza però è difficile. Non parlo di concetti parlo di ossa: i concetti non erano coerenti neanche prima, figurati.
Lo fossero stati, saresti andato a finire contro la colonnina? Rispondi con sincerità.

La coerenza concettuale non è qualcosa che procuri piacere, non è qualcosa che si possa mostrare agli amici. La coerenza concettuale serve ad essere veloci quando serve. Serve a tenere pronti quei tre o quattro riflessi oliati.
Un mio amico, lo chiamano il mostro, è perfettamente coerente. E' quasi analfabeta, ma ciò non gli da nessun fastidio. Lui sa sempre se girare a destra o a sinistra. Sa sempre se quel tizio giù in fondo alla strada gli sta simpatico od antipatico, e lo sa prima che il tizio arrivi fin quì.

Il mostro è un esempio limite. Io glielo dico sempre: sei un esempio limite. Lui in genere ghigna, ma io so che se ad un certo punto non avesse scelto la simpatia come atteggiamento nei miei confronti, adesso avrebbe potuto anche prenderla male.

Il che ci insegna due cose, sullo svoltare, sullo scegliere e sulla coerenza.
1) una volta che si sia svoltato (o scelto) qualcosa/qualcuno, la cosa è fatta. La macchina (che non si è accartocciata su se stessa) continua ad andare. Ed a questo punto il problema non si porrà mai più come si è posto ora. Per questo non devo chiedermi se abbia ragione il Mostro a ghignare.
2)che la coerenza è una questione di scala. L'architettura migliore è la più economica. I sistemi con molte parti girevoli tornano ad intracciarti il passo quando meno te lo aspetti. Questo, alcuni lo scambiano per asistematicità.

E per oggi è tutto

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