8.4.15

Tersite rollin' high

Giù la testa, pietose scimmie! urla il sadico bhikku roteando il bastone del risveglio, e c'è nella sua voce una tremenda sfumatura di isteria.
Luridi come la notte alcolica, i miei fratelli di sangue rincorrono desideri inconfessabili, si rovesciano come calzini nello splendore, e comprendono attraverso le dimensioni estatiche della dipendenza che è possibile riversare il corpo nella mente, e la mente nel corpo senza residui

Tutto quello che accade, accade: noi siamo il bhikku che urla, oppure le scimmie, digrignare selvaggio di denti sulle tracce della salvezza.
Amboimodi, non troveremo che cenere dove un tempo ruggiva il fuoco sulla vetta del monte.

Cosa pensi quando ti crogioli nella tua propria delusione, quando assapori il dolore tiepido del fallimento? Agli amici che anni fa si lustravano il cranio a vicenda, elaborando sogni di gloria sui cadaveri di poveri esseri umani diventati loro malgrado divinità?

Non tutto è perduto. Cosa c'è da capire?
Divora il mondo, avanti. Sii potente e meraviglioso. Trasformati, sii splendida e terribile, forza.
Io sarò lì, seduto sul punte a far dondolare i piedi sull'abisso, quando il trionfale corteo dell'Essere Umano passerà per l'ennesima volta, accompagnando la sua propria distruzione al canto.

E quando il bhikku, inutile perverso bhikku sulla cima del monte, in ginocchio sulla cenere avrà spezzato il suo bastone vedrai cadere l'ultima delle mie menzogne, e libero e felice andarsene un bipede mercuriale, un messaggero di sventura, finalmente assolto e salvato.

Legba. Ridicole rimembranze di un'età che non c'è mai stata

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