4.2.07

due volte, tre volte, due volte poi una...

io sono il maestro dello spasmo artistico, e del giocarsi la vita in un colpo e mezzo.

sai come funziona?

la strobo fa lampeggiare la lama di un bagliore accecante, e ne frammenta l'arco nell'aria.

è come chiudere gli occhi, e rilassare profondamente i muscoli. inevitabilmente, acqua nera-affondare.

poi, senti il morso dell'acciaio nelle viscere, ed è il tuo sangue, sangue fraterno, scuro e acido, che ti bagna le mani.

il pavimento è bagnato, freddo, dietro la nuca. i fosfeni disegnano scie fosforescenti, e il torpore risale lungo le gambe. sorridi. è il tuo ultimo sorriso.

gridi, gridi come se il diavolo ti stesse strappando l'anima. la strobo disegna zigomi, una fronte massiccia, una cresta. gli occhi sono un bagliore scuro, affondato nell'ombra.

non ti chiedi perchè, non ha senso. un uomo saggio non muore senza un ottimo motivo. in fondo, un uomo saggio non muore.

guardali, guarda gli occhi, e la pelle traslucida tesa in un sorriso immateriale. ricordali. portali con te, quando incontrerai nick, il vecchio, il più vecchio. portali con te, quando incontrerai nick lo zoppo.

tre, due, uno. l'immagine dell' arcologia luminosa, attraverso l'aria fumosa, comincia a sfumare. ricorderai l'odore di sudore stantio, il rombo pulsante dei bassi, quando sarai nella luce.

e portagli il mio saluto.

tu lo sai come funziona. lo sai perchè sei saggio. ma c'è, la saggezza, di la?

... due volte, tre volte, due volte, nessuna

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