Giorni e giorni di silenzio.
Promesse mute di terribili e orrende disgrazie.
(anonima stanza d’albergo, carta da parati a fiori)
Silenzio. Finestra chiusa sulla strada deserta.
Aria calda e pesante, umida.
Lenzuola zuppe di sudore.
Una settimana, due settimane.
(periferia, deserto, ghetto)
Telefono impolverato. Specchio vuoto, aloni scuri sulle cose.
Finchè arriva il giorno che svegliandoti col respiro affannoso, e le retine invase dai resti di sogni sporchi e aggrovigliati., capisci che non è una questione di tempo, o di mentalità. Che il problema resterà in ogni caso lì dov’è, aggrappato alla pelle, che scappare è inutile.
E sorridi.
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