21.2.07

Fasto

il centro è un groviglio frattale di vicoli incassati fra palazzi scrostati e mura etrusche, improvviso aprirsi di giardini e scorci di cielo, dove la collina digrada troppo bruscamente.
come un unico gigantesco organismo vivente, la città nuova che cresce sopra e dentro la città vecchia, asfalto spaccato e granito, muri scrostati e archi rampanti... (strato su strato su strato.)
portici e insegne pubblicitarie, le gang nei vicoletti, e, sul lastricato di via dei Priori, ragazzini post punk travestiti da americani travestiti da inglesi.

fumo azzurro, la sigaretta scompare poco alla volta, in volute composte.
occhiali a specchio, un eskimo troppo grande.
appoggiato al muretto, con le spalle al tramonto, Simon guarda la gente, ed è terribilmente stanco. ricorda i quattro guerriglieri estetici e una partita a poker, e i sorrisi del Nagual, mentre l'Etica e la Pratica gli svelavano la sua assurdità, in una notte francese odorosa di eternit, e grasso per motoseghe.
Legba, stranamente minuscolo e libero, nel gigantesco scheletro giurassico di una fabbrica abbandonata.
Renton, ed il suo occhio vitreo, che (vedere dio senza montaggio è assurdo) salva dal suo mortale destino la vera essenza delle cose. (i ricordi sono amari e dolcissimi.)

ed ora, di nuovo quì. dopo chilometri e miglia, dopo leghe e kalpa infiniti, di nuovo a guardare il movimento marino e scrosciante della città, bellissima e incomprensibile. chissà dove sono i re degli elfi... chissà se si ricordano di Simon...

la sigaretta è finita, da dietro gli occhiali scivola sullo zigomo ossuto una lagrima... un brivido (freddo?) scuote il vecchio appoggiato al muretto.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

1) Osserva meglio allora, e permettimi di dirti, con molta finesse -sempre con molta finesse- che certe citazioni puoi prenderle e ficcartele in culo e ficcarle in culo anche alla signora byatt, morta o viva che sia.
PERCHè mio caro, bisognerebbe avere rispetto dell'altro, SOPRATTUTTO quando non lo si conosce, e tu di me non sai assolutamente nulla.
Io sputo su chi sputa sentenze senza sapere ciò che dice.

2) cos'è la poesia?
cos'è che faccio?
_

Parliamo di tutto quello che vuoi, a me fa piacere parlare, alle condizioni di cui sopra però.

Anonimo ha detto...

Io dico invece: tutto di personale. Se andato a toccare me e i miei sentimenti, tutto ciò che sono e tutto quello che provo con quella citazione, che anche se ti piaceva insinuava qualcosa che da quello che hai potuto capire ho trovato IRRISPETTOSO. Ecco dove mi hai mancata di rispetto.
Inutile poi appellarsi a facili moralismi perchè esistono cose ben peggiori degli insulti (peraltro non era propriamente un insulto.
Non considero l'insulto un'offesa, al massimo mi ci faccio su una risata se vengo insultata.

Sulla nota in fondo me la sono fatta una risata, di simpatia, e ho apprezzato la "battuta".
Sei gentile, ma non insulto per hobby.
Possiamo fare la pace ora.
Da bravi bambini :)