la sostanza, è tutta nella frase: "non te lo puoi permettere"
millenni di sudditanza spirituale, che hanno limato e tirato, e spinto e tagliuzzato, fino a far diventare un uomo un animale da cortile.
(il vecchio diceva: appetito tenuto a freno)
così, piano, il lavoro costruisce e distrugge: erige limiti invalicabili al pensiero, diventa l'unica estrema lotta cui, sempre si potrà aspirare.
E non importa se il tempo delle venti ore al giorno alla pressa idraulica è finito, non importa se è finita l'epoca della strada infinita, sotto le ruote del camion.
Anche con qualche soldo in tasca, anche con un minimo di istruzione, rimbomba e strepita il sangue dei pezzenti, generazioni su generazioni di sottoproletariato urbano e rurale, generazioni su generazioni di fame e miseria più nera, e di sguardi disperati, e di disoccupazione.
Case costruite con il sangue mescolato alla calce, ogni pietra un sacrificio conficcato nella carne.
E' per questo che non mi è concesso sprecare occasioni, o denaro, e andarmene in giro con la faccia allegra di chi non ha nulla da fare al mondo.
E' per questo che ho vergogna dei miei amici, quando si mostrano al mondo come manichini ignari di ogni sofferenza, inconsapevoli, odiosi, stolti.
E' per questo, che non posso vivere alla leggera, respirare, mangiare, scrivere come passatempo.
Il mio sangue dice: tu sei un riscatto.
Perchè fino ad una generazione fa, noi eravamo pezzenti, mezzadri, bastardi da nulla, legati alla catena a far girare il basto, e a mettere insieme una goccia alla volta il prezzo della schiavitù.
Ed il mio essere quì, ora, per me, vuol dire che qualcuno si è fatto il culo in una maniera che nessuno dei miei lettori potrà capire mai, per mandare a scuola una figlia con uno stipendio da camionista, che qualcuno si è fatto anni in collegio senza tornare a casa mai, perchè nel suo paesino di campagna non c'era nemmeno la scuola media, e figurarsi se i genitori potevano mantenerlo a studiare fuori...
Ed eccomi.
Quello che voi date per scontato, a me non è concesso dare per scontato.
Quello che per voi è normale, per me è roba da far tremare le vene ed i polsi.
Capite quindi, che porto una ben pesante eredità, e non sono affatto indipendente, nè libero di gestire come mi pare la mia esistenza.
Ho delle responsabilità, devo dimostrare a qualcuno che ne è valsa la pena.
E, probabilmente, ci passerò la vita.
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5 commenti:
Non è detto che tutti lo diano per scontato...forse alcuni talvolta lo dimenticano,è vero...ma credo che tu non sia l'unico a sentire sulle proprie spalle il peso del dover dimostrare che il gioco, dopo tutto, valeva la candela...
Ampèrground.
Forse quei manichini non sono ignari di ogni sofferenza, non sono realmente stolti come tu li credi.
Semplicemente cercano di attutire il mormorante ricordo di quel riscatto perenne che scorre anche nelle loro vene, e con un sorriso cercano di passare la vita a valere qualcosa per se stessi e non solo perchè devono: fa sembrare tutto un pò più possibile.
ps: ciò non toglie che esistano manichini idioti. Che ci vuoi fare, è la vita.
non esistono manichini idioti in genere.
esiste gente che talvolta si spara idiozie da marionetta imbarazzanti, anche se magari nella maggior parte del tempo è accettabile.
Me compreso.
io ti odio quando fai così.
come quando eravamo piccoli, che mi dovevi far arrabbiare ad ogni costo. e io alla fine sconfitta piangevo sulla tua cattiveria. ti ci divertivi.
come allora, anche adesso.
quando eli era più piccola tu le raccontavi strane storie di rotelle nella testa, e la tua motivazione alla mia protesta era "che male c'è? tanto anche troppo presto saprà che non è vero"
io non volevo leggere questo.
avrei preferito non vederlo.
non avresti dovuto pubblicarlo.
non lo volevo sapere.
e adesso sono qui, sconfitta.
sconfitta. impotente. melodrammatica, ma realmente diperata. ma perchè?
cazzo.
fra
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