13.3.08

The Worm

"io scavo.
Mi scavo un cantuccio termoautonomo, pulsante e odoroso nella terra nera, mi chiudo in stanze buie, mi infilo in autobus abbandonati, in vicoli ciechi.
Entro noncurante in palazzi di tredicimila piani e uno, poi prendo l'ascensore, e arrivato esattamente fra il piano 783 ed il 782, lo blocco.
Me ne resto lì, sospeso, e mi godo i miei due metri quadrati di spazio vitale, entro i quali esisto io solo, e nient'altro."

ho scritto un racconto che comincia così.

sono giorni estremamente impegnativi, e tuttavia felici, permeati di una leggerezza esausta, addormentata.
Denso odore di spezie, cappelli di panama, bretelle.
Danzare per i miei dèi, ma solo in nome di uno maledire, perchè è giusto così.
Sentire, nel profondo, che nulla di sbagliato può accadere all'uomo giusto.

La solita roba.

imparo la capoeira più negra che si sia mai vista da questo lato dell'equatore, mi flasho di inchiostro a litri, sogno psichedelie di dèmoni cornuti.

e a voi come va?

1 commento:

Anonimo ha detto...

non c'è male grazie

frà