25.3.08

diario di bordo

la spiaggia, era una fascia di sabbia finissima e farinosa, ricamata continuamente dagli ultimi orli esausti dele correnti, fra il mare e la città, che spavalda innalzava i suoi ultimi pacchiani avamposti, casermoni cuboidi terrazzuti, a meno di uno sputo dalle onde catramose e rauche.
il tronco l'aveva portato a riva il mare, che tutto intorno impregnava il cielo del suo odore aspro, ed era lucido ed argenteo come il legno che abbia attraversato oceani, e si sia asciugato al sole, dopo essere stato a lungo impregnato di acqua salsa, nella luce fiamminga.
(era sera, e il mare era un ombra fragorosa, quà e là percorsa di creste bianche, in ogni direzione sterminato, incomprensibile, crudele, sovrumano.)
Io, piedi nudi ghirigoreggianti nella sabbia costellata di mozziconi (Gauloises, toujours), sorridevo di mesta allegria, e cercavo parole nuove, e odori di altrove, nella maestà sconsacrata di quel mare sconfitto.
Ce ne stavamo così, in ordine inverso, io seduto sul tronco, in mezzo alla spiaggia, e facevamo tutt'al più una mediocre veduta serale (luce da dietro, fastidiosa e tronfia, dei lampioni sul lungomare).

Un ragazzo, uno con i capelli riccioluti e lunghi e chiari, e auricolari scuri piantati a fondo dentro il tronco cerebrale, e pelo matto tutto intorno, sulla mascella e le gote, come una boscaglia rada e dorata, si avvicinò.
Parlammo un poco di arte, di sonno, di risvegli. Di avvenire incerto, di treni, di speranze.
Infine, ci separammo, di comune accordo, barattando uno svario in inchiostro blu, variamente miniato del vecchio L'ech con un aforisma più che adatto, e ci riproponemmo di tornare, un altro giorno, con sassi e pietre e robuste lame dentate, per abbattere, fracassare e rompere i tronfi lampioni, e guardare il mare asmatico sotto la luna.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

In queste righe si sente appieno la tua sensibilità di artista...

ps: perchè la luce è fiamminga?

Anonimo ha detto...

Mi piace, ha un che di rilassante e deprimente allo stesso tempo.
ma mi associo a luisa. perchè proprio la luce fiamminga?