prima che l'odore dell'ambulatorio, della frutta secca e del vino bianco venga lavato via da una doccia, e la memoria sbiadisca, eccomi quì, a buttare giù su tastiera la storia breve di ventiquattro ore di flash.
da perugia ad arezzo, con refuso, abbandono sul binario morto, resurrezione dal treno vuoto, ritardo e radio sulla spalla. la colpa, si contratta, è mia al 75%, ma in seguito salirà al novanta. in cambio, fefè mi promette una storia.
fefè è abituata a queste odisee. alla stazione, cerchiamo disperatamente una statua enorme. come previsto, arezzo pullula di statue enormi, e ci salviamo grazie a due vecchietti.
il teatro è flashhh... le poltroncine più fighe della storia dei meccanismi di chiusura automatica, e notevole anche la mossa sgaggia del tipo coi dread.
lo spettacolo merita. sister act due, completo di refusi comici, strofe rap, rock acrobatico ed occhiali da sole. (ma ci vorrebbe un post a se, quindi, con garbo e stile, sorvolo).
poi, tutti a cena con la troupe.
grazie a ciro scopro un interessante gioco da ubriaconi, che ovviamente sarà mia cura esporre e riportare, e finisco praticamente da solo due bottiglie di bianco, che ha il gran merito di andare giù come acqua di fonte, e rinforzare il corpo e lo spirito. birra a fiumi. quando mi alzo barcollo.
la radio portatile accompagna il giro di arezzo a piedi, fino a che la spengo, arrivati ai giardini. alessandro, lorenzo, claudio, si chiamano i suonatori di chitarra. io suono l'uovo, e mi diverto come un cretino scandalizzando le ragazze della troupe. parlo di beau brummel. ciro mi confessa che lui da sbronzo cita oscar wilde. ci abbracciamo come anime affini.
michele, infine, ci conduce all'Ambulatorio. risparmio a vossignori le meraviglie del luogo, i poster sui muri, il manichino smontato ai quattro angoli, l'immane collezione di robe strane.
Guglielmo è già lì, incavicchiato nella poltrona, che guarda Mediterraneo. ci presentiamo. qualche sigaretta dopo, sono quasi alla lite con Michele sullo straight edge... fortunatamente, fefè è saggia. decidiamo di vedere un film, sono le cinque. il film è "angeli ribelli", praticamente, pacchi di violenza cerebrale, giù nella mia coscenza visiva.
momento topico: ragazzi, buona notte, con la luce del sole che comincia ad arrivare da dietro la finestra. che ore sono? le sette. cazzo, poche ore al treno.
ovviamente, il treno diventa quello di mezzogiorno. stavolta ci premuriamo di controllare i cambi. sputo nel lavandino roba nera, mi imparanoio fino a ricordare di aver mangiato frutta secca la sera prima. tiro un sospiro di sollievo.
riprendiamo il treno. Le citazioni valgono doppio. scopro di aver visto Italian Job.
un ringraziamento sentito a Fefè, che nonostante sia poco tagliata per la resistenza e lo scatto, credo senza di lei sarei ancora sui binari. noi, sia chiaro, non detestiamo i negroamaro.
grazie a tutti, ma tutti, quelli della troupe per lo spettacolo, al controllore che ci ha ignorato, alla APM che ha deciso per gli orari estivi, a Michele, grand'uomo, a Guglielmo, che ha abbastanza inerzia da farsi crescere i nasty dread, alla mossa sgaggia, al finto sardo. a Schizzo, che è lì per quello... non la finisco più, se continuo, quindi dico solo: bella per tutto (fratelli, che poi è il jingle della trasferta), a perugia avete un posto letto, un amico, ed un giro di birra pagato.
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3 commenti:
bella fratello..ottima ricostruzione..ti sei guadagnato 30 punti e un abbasamento del 5% della tua colpa..ora siamo a 85% a te e 15% a me!
fefè
Sen Dio
sen dio ....ha una forza espressiva assurda
cazzo me piace come suona
sen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen diosen dio
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