28.5.09

Line out.

Le pietre di piazza del campo sanno di frittura di pesce.
Te ne accorgi bene solo quando snudi i denti e sfreghi le gengive sullo scabro dei mattoni a spina di pesce.

Lo sai che io una volta mangiavo pane e rabbia, e bevevo aceto.
Lo sai che gli immortali non sanno nulla.
Lo sai che spurgare, guarire è da codardi.

Io adesso te lo racconto, e poi lo saprai.
C'era una volta uno smilzo segaligno, goffo. Un ragazzino, incoscente come un ragazzino, pudico, pensieri in rima e gli splendidi abissi di chi cade per la prima volta.
Niente consapevolezza nel passo, niente illuminazione. Solo pagine e pagine di poeti morti e risate dietro.
C'era una volta e forse c'è ancora, da qualche parte.
E Legba il santo lo sta cercando per dirgli due parole.


-Chi cazzo è quello che lecca il pavimento?
-Uno di Perugia, m'han detto.
-Sembra un disperato.
-E invece è felice, e non gliene frega nulla di te, nè di me.


Legba "Mad Fish".
Click. Bang. Crash. End.

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