E le idee non si fermano negli angoli, quando srotolano splendore dentro il mio cranio, e il diavolo non trova l'uscita, quando impazzisce chiuso dentro la mia testa.
volute di fumo dalle pupille roventi, e la penna che schizza come una rana galvanica del cazzo, su e giù per il foglio: alla fine, ci guardiamo negli occhi, io e la mia arte zoppa, e non capisco se mi sto prendendo per il culo da solo, oppure è il vecchio iadalbaolht che se la ghigna accarezzandomi la nuca con le unghie chilometriche e puntute.
La sensazione generale, è che una capa aerodinamica come la mia meriti attitudini più decise e intrepide.
La sensazione particolare, è quella di scivolare attraverso le cose con un singolare ronzio radio, come cloro versato sulle sinapsi, come quando cadi per duemila chilometri, e alla fine ti abitui.
Quando sono in vena, ti sbriciolo con mezzo passo e una parola.
L'ultima volta così, era il '95.
All'epoca furono dozzine, i cadaveri.
Ed ora ho addirittura una vita, pensa come mi sento.
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3 commenti:
Penzola dall'Universo per farti apparire il tempo una pendola che ha per carica i trafori Spaziali allora.
nel 95 avevi 6 anni, dear...cos'hai combinato da piccino? peggio di me che ho morso a sangue, in faccia, un bambino all'asilo?
So che non dovrei interferire con le tue ispirazioni, neurenor, ma esattamente cosa intendi con "trafori Spaziali allora"? Il resto della frase ti è venuto quasi comprensibile.
Per Legba (visto che sarebbe il suo blog): Ti assicuro, è meglio una testa col diavolo dentro di una con correnti d'aria.
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