5.4.08

teghedemaun

probabilmente stanotte un diavolo forcuto e zannuto, unto di diabolesca melma, olezzante di diabolesco odore, ha fatto il suo nido scuro e trucido sotto il mio cuscino.
Un animale a tre teste, con venti occhi, due nasi ed una lingua mi camminava su e giù, trotterellando allegramente le sue otto zampe unghiute sul mio dormiente corpo, mentre una salamandra bruciante e sottile mi si infilava nell'orecchio sinistro, per acciambellarsi lì, e riempirmi di fumo i pensieri, di cenere i sogni.

al risveglio ero pesto e dolorante come dopo una gara di corsa, come dopo una lotta crudele, e il sole era troppo forte e bello per gli occhi.
Mormorando formule magiche, canticchiando cabale inutili, ho camminato in tondo, a lungo, prima di svegliarmi, e ogni volta che credevo di essere sveglio, ecco che aprivo gli occhi, ancora.

Così, ora scrivo, in sogno, o forse no, posseduto da qualche strana bestia strisciante e subdola, e barcollo come il cieco con una spada in mano, aprendo squarci casuali nelle trame infide del fato.
Porto al collo un amuleto, al dito il mio nome nel ferro, ma non basta a trovare la via una candela, nella tempesta.

Sono il bhikku, ancora, forse, e di certo l'uomo mercuriale.
Quello che si alza un sabato mattina, con la melancholia aggrappata al cuore.

Nessun commento: